
A Torino si progetta il ‘caccia’ di di sesta generazione – Un piano internazionale con Regno Unito e Giappone: ecco perché è stata scelta la città della Mole
Torino diventa un centro strategico per il caccia di sesta generazione. Pochi giorni fa, il 9 ottobre. è stata inaugurata nel capoluogo piemontese la sede italiana di Edgewing, l’azienda incaricata di coordinare il programma GCAP, avviato da Italia, Regno Unito e Giappone per sviluppare un caccia di nuova generazione. L’obiettivo è rendere operativo il velivolo a partire dal 2035.
La scelta di Torino è legata alla presenza di un importante polo aerospaziale e industriale. A Caselle Leonardo si occupa dell’assemblaggio degli Eurofighter, mentre Torino ospita numerose attività di progettazione e ingegneria. In Piemonte Leonardo impiega circa 5.200 persone, alle quali si aggiungono 1.100 lavoratori di Thales Alenia Space.
A pieno regime, Edgewing Italia dovrebbe raggiungere circa 1.000 addetti. Oltre 1.000 professionisti di Leonardo sono già coinvolti nel programma, soprattutto tra Torino e Caselle. La filiera regionale comprende inoltre 420 fornitori, per l’87% piccole e medie imprese, con ordini previsti nel 2025 per circa 740 milioni di euro.
Edgewing è una società internazionale partecipata in quote uguali da Leonardo, BAE Systems e JAIEC. Ha il compito di progettare e sviluppare l’aereo, assumendosi la responsabilità tecnica del progetto durante tutto il suo ciclo di vita, destinato a proseguire oltre il 2070. La fabbricazione e l’assemblaggio finale resteranno invece affidati alle industrie dei singoli Paesi.
Nella sede torinese collaboreranno specialisti delle tre nazioni, occupandosi di progettazione digitale, integrazione dei sistemi, sicurezza del volo e certificazioni. Il futuro caccia sarà il fulcro di una rete tecnologica capace di operare nei domini aereo, terrestre, marittimo, spaziale e informatico, coordinando piattaforme con equipaggio e senza pilota.
Il progetto è già sostenuto da due contratti, del valore rispettivamente di 686 milioni e 4,6 miliardi di sterline, finanziati dai tre Paesi partner.