
A Torino tornano in piazza i metalmeccanici: “Non lasciamo morire l’Automotive. Difendiamo il lavoro e il futuro industriale”
Le tute blu sono tornate a manifestare a Torino per difendere lavoro e vocazione produttiva del territorio. Nel giorno di San Valentino centinaia di persone hanno preso parte al corteo “Innamorati di Torino”, promosso dalla Fiom con l’adesione di altre sigle, tra cui Fim Cisl e Uil. Al centro della mobilitazione, la crisi dell’automotive che da tempo mette sotto pressione fabbriche, indotto e livelli occupazionali.
La marcia è partita da piazza Arbarello per concludersi in piazza Castello, dove è intervenuto il segretario torinese della Fiom, Edi Lazzi. In apertura è stato ribadito come la tradizione industriale del capoluogo piemontese abbia generato sviluppo, benessere e competenze, un patrimonio che – secondo i promotori – non può andare disperso a causa delle difficoltà del settore automobilistico. Il messaggio è chiaro: Torino deve restare una città manifatturiera.
A sottolineare il rilievo istituzionale dell’iniziativa, la presenza in testa al corteo del sindaco Stefano Lo Russo, affiancato da diversi primi cittadini dell’area metropolitana. Tra i partecipanti anche l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone e l’ex sindaca Chiara Appendino.
Lo Russo ha espresso sostegno ai lavoratori, definendo la partita dell’auto decisiva per il futuro della città. Ha poi sollecitato un cambio di passo rapido, chiedendo al governo interventi concreti e un tavolo operativo per favorire la reindustrializzazione, con l’obiettivo di salvaguardare occupazione e crescita. Una sfida che, ha sottolineato, riguarda non solo Torino ma l’intero sistema Paese.