
A Torino traffico illegale di cuccioli di cane: “Sotto gli occhi di tutti, in via Roma. Fermate questo scempio”
A Torino traffico illegale di cuccioli di cane “Sotto gli occhi di tutti, in via Roma. Fermate questo scempio”
Il grido d’allarme arriva da un’associazione animalista. E a questo allarme seguirà anche un esposto in Procura. L’associazione denuncia l’utilizzo di animali nell’accattonaggio e la loro compravendita. I prezzi? Sono compresi tra 200 e 400 euro.
E’ Stop Animal Crimes Italia, movimento animalista e ambientalista, a mettere sotto i riflettori il caso di Torino, in particolare di via Roma.
“Nelle nostre perlustrazioni abbiamo agganciato molte di queste persone — ha spiegato al Corriere della Sera Antonio Colonna, fondatore dell’associazione in prima linea nella difesa degli animali —, scoprendo che la maggior parte dei cani viene importata dall’Est Europa grazie a pet passport (il passaporto europeo obbligatorio) contraffatti».
Ma i cani sono anche venduti.
«Molti cittadini — ha aggiunto al Corriere Colonna — li comprano impietositi dalle loro condizioni di vita. Sono mossi da buone intenzioni, ma in realtà alimentano un mercato illegale. Per questo avevamo chiesto alla polizia municipale di intervenire: di organizzare un servizio mirato per sequestrare gli animali e fermare il fenomeno, ma la risposta è stata negativa. Ogni tanto vengono svolti dei blitz, ma gli interventi spot sono inefficaci. Oggi – prosegue Colonna – ” è consentito l’accattonaggio con cani che superano i sei mesi d’età, purché gli animali non svolgano un ruolo attivo. Abbiamo documentato cani legati e incustoditi con accanto un cartello con il quale si chiede la carità e la ciotola per lasciare i soldi. Comportamenti profondamente sbagliati che devono essere sanzionati. Per questo motivo chiediamo l’applicazione di regole rigide, che prevedano il sequestro e l’abolizione dell’articolo di legge che consente l’accattonaggio con animali”.
Quindi l’associazione si rivolge ai Torinesi: “Non comprate i cani, ma segnalate episodi illegali alle autorità locali che hanno l’obbligo di intervenire”.