
Banca di Asti: pronta a rinnovare la fiducia ai vertici?
Banca di Asti: pronta a rinnovare la fiducia ai vertici? Lo chiedono in coro gli attori del territorio, fiduciosi nella riconferma del Cda il prossimo aprile.
Le ricorrenti voci di una possibile acquisizione di ‘Banca di Asti’ da parte di colossi extra piemontesi – che si rincorrono in rete, sui media, e nelle secrete cure di alcuni palazzi astigiani – infiammano il dibattito anche tra l’opinione pubblica: con i sondaggi tutti a favore del mantenimento dell’attuale proprietà e del rinnovo del Cda in carica in scadenza ad aprile, che sin qui ha ben operato. Idem, così pare al momento, anche da parte della quasi totalità delle Fondazioni bancarie che partecipano l’azionariato dell’istituto. Come dire, ciò che funziona bene si mantiene.
Lo dimostra altresì la presa di posizione pubblica, in queste settimane, di una voce irriverente e altrettanto fuori dal coro, per dirla con il buon Mario Giordano. Parliamo di MaurizioScandurra, pungente giornalista torinese e ricorrente opinionista a ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’ di Giuseppe Cruciani e David Parenzo.
Che ribadisce, da esperto di economia, “ L’importanza strategica del ruolo di autonomia e indipendenza dell’istituto astigiano, visti i numeri in crescita e bilanci alla mano. Un aspetto centrale per continuare a erogare futuro e occupazione sul territorio, mantenendo un ruolo primario e centrale per lo sviluppo dello stesso. Lo chiedono soprattutto cittadini, dipendenti e correntisti ”, spiega Scandurra, che aggiunge: “ Tutti asset determinanti che hanno permesso alla realtà creditizia in oggetto di diventare una tra le prime 15 banche italiane più solide, con impieghi e raccolta in aumento pur mantenendo l’aspetto fondamentale di banca di prossimità, recentemente premiata anche per il grado di innovazione raggiunto. Tra l’altro, è bene ricordare che ‘Banca di Asti’ è stata anche fra le primissime a debuttare nel mondo dei prodotti assicurativi. Lo stesso nel campo della cessione del quinto dello stipendio, acquisendo il controllo di ‘Pitagora Spa’, leader in questo settore. Senza dimenticare il tempismo perfetto nell’incorporazione di ‘Biver Banca’, comprendendone altresì l’importanza di conservarne i marchi sul territorio in segno di tradizione e continuità ”,
approfondisce il giornalista.
Per poi aggiungere: “ Il Cuneese, tra le province bancariamente più fertili, vanta un caso analogo, con la ‘Cassa di Risparmio di Fossano’ che ha saputo assicurare nel tempo prosperità e prospettiva a soci e clienti grazie a un modello di sviluppo coeso e fedele alle proprie radici. Questo anche grazie, in passato, alla visione lungimirante di un manager capace e stimato, quale il Professor Beppe Ghisolfi, assurto dai ranghi minori anche ai vertici del sistema bancario nazionale.
A riprova del fatto che chi sa fare una banca sa fare futuro. Auspico pertanto che anche ‘Banca di Asti’ prosegua serenamente nel segno dell’ottimo lavoro fin qui svolto. Stesso discorso anche per ‘Cassa di Risparmio di Bolzano’ e ‘Banca Sella’, tanto per citare altri due importanti players del Nord Italia equivalenti in termini di indipendenza e autonomia ”.