Bollette: arriva la stangata di gennaio per famiglie e imprese: +52% luce, ancora peggio il gas. Ecco le nuove stime sui rincari

25/12/2021

Arrivano  nuove stime sulla stangata di gennaio 2022. E’ stata infatti aggiornata la previsione del rincaro delle bollette di luce gas, in base ai nuovi dati di mercato e al meccanismo utilizzato l’autorità dell’energia Arera per aggiornare le tariffe il 1° gennaio. Lo studio è stato realizzato dagli economisti di Nomisma Energia coordinati da Davide Tabarelli.

La stangata per famiglie ed imprese è in arrivo:  elettricità +52%, gas +61%. 

«Le soluzioni? Non è facile, anche perché il motivo del rincaro non è nelle mani dell’Italia e nemmeno dell’Europa: i profitti vanno ai produttori stranieri di gas naturale», ha spiegato al Sole 24 Ore Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, l’associazione confindustriale delle aziende elettriche. «Come misura rapida, giustamente il Governo aveva individuato lo spostamento nella fiscalità generale di una parte delle voci “oneri di sistema” che rappresentano in condizioni normali circa il 20% della bolletta elettrica».

Una risposta da dare a medio termine secondo Agostino Re Rebaudengo è quella di sbloccare dai veti le fonti rinnovabili di energia.

«Se fossimo già oggi nella situazione di centrali prevista al 2030, con più sole e più vento- ha aggiunto al Sole 24 Ore-  la bolletta energetica italiana costerebbe 30 miliardi in meno. Realizziamo meno di mille megawattt l’anno e i progetti sono in gran parte bloccati: dobbiamo costruire impianti solari ed eolici per 8mila megawatt l’anno. E poi il biometano, decine di progetti di impianti tenuti fermi da una bozza di decreto che scaccia gli investitori: potremmo passare da 1 a 10 miliardi di metri cubi di gas non fossile»

Così si legge ancora sul quotidiano di economia e finanza, che illustra la situazione:  “Il metano è rincarato del 55% in una settimana. C’è chi pronostica blackout imminenti o razionamenti e l’indice di sicurezza energetica Ispred dell’Enea rileva che «in vista dell’inverno richiede particolare attenzione l’indicatore relativo ai margini di adeguatezza del sistema». E intanto la spinta delle rinnovabili più meteopatiche fa correre la necessità di 48 nuove centrali a metano per affiancarne l’incostanza produttiva. E scrive Alberto Clô sulla Rivista Energia: «Di fronte a questo scenario vieppiù drammatico sorprende l’assoluta inerzia delle autorità europee» e il 23 dicembre l’Assomet (metalli non ferrosi) confermava l’allerta: «Si fermano le aziende».

Questi gli interventi che metterà in atto il Ministero:

“La proposta del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani per rafforzare l’estrazione dai giacimenti nazionali – spiega ancora Il Sole 24 Ore – “con potenzialità di 10-15 miliardi di metri cubi, ha proprio la finalità di ridurre non tanto il prezzo (c’è chi propone di agire sulle royalty per spostare verso la collettività i maggiori profitti) bensì i rischi non remoti di approvvigionamento. Al 31 ottobre l’Italia aveva estratto dai suoi vasti giacimenti appena 2,77 miliardi di metri cubi, potrebbe moltiplicare per cinque.
L’Oipe, l’Osservatorio italiano sulla povertà energetica guidato da Paola Valbonesi, stima che nel 2020 le famiglie in povertà energetica in Italia fossero 2,1 milioni, l’8%, in lieve miglioramento rispetto al 2019, ma «sulla base dei recenti andamenti dei prezzi finali elettricità e gas (post interventi governativi, +54% per elettricità, +44% per gas alla fine del 2021) è ipotizzabile un significativo aumento della povertà energetica».

 

 

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