
Caldo record, il Piemonte sta cuocendo – Alla ‘Capanna Margherita’ toccati i 2°C per due giorni consecutivi: prima il gelo era costante
L’ondata di caldo che sta interessando il Piemonte e gran parte delle Alpi sta facendo registrare valori insoliti anche alle quote più elevate.
Un segnale particolarmente evidente arriva dalla Capanna Regina Margherita, il rifugio situato sul Monte Rosa a 4.554 metri di altitudine, considerato uno dei principali punti di osservazione del clima alpino. Nei giorni 17 e 18 giugno le temperature hanno superato i 2 gradi centigradi per due giornate consecutive, un dato che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato eccezionale a quelle altezze.
L’episodio non rappresenta soltanto una curiosità meteorologica, ma evidenzia come il riscaldamento atmosferico stia coinvolgendo sempre più frequentemente anche le zone montane estreme. Nello stesso periodo lo zero termico si è mantenuto oltre i 4.500 metri, quota che in passato veniva raggiunta solo in circostanze rare e che oggi compare con maggiore regolarità durante le ondate di calore estive.
Negli ultimi anni la Capanna Margherita è diventata un importante indicatore degli effetti del cambiamento climatico sulle Alpi. Le rilevazioni effettuate dalla stazione mostrano fenomeni sempre più anomali. Già nel 2023 era stato osservato un lungo periodo senza rigelo notturno, mentre nel maggio scorso erano stati registrati quasi 3 gradi positivi, valori insoliti per un ambiente tradizionalmente caratterizzato da temperature costantemente sotto lo zero.
Le conseguenze di questo riscaldamento non riguardano soltanto la progressiva riduzione dei ghiacciai. L’aumento delle temperature influisce infatti sulla stabilità delle montagne. Il permafrost, lo strato di terreno permanentemente ghiacciato che contribuisce a mantenere compatte le pareti rocciose, sta progressivamente degradandosi. Questo processo favorisce frane, crolli di massi e situazioni di maggiore pericolo lungo i percorsi alpinistici.
Negli ultimi anni diversi massicci alpini, tra cui il Monte Rosa, il Cervino e il Monte Bianco, hanno registrato episodi di instabilità che hanno reso necessarie chiusure temporanee di alcuni itinerari o modifiche agli accessi per motivi di sicurezza.
Il nuovo record arriva inoltre dopo settimane caratterizzate da temperature superiori alla norma e da un anticipo delle condizioni tipicamente estive. Il caldo accelera la fusione della neve ancora presente in quota e modifica rapidamente l’ambiente montano. Per escursionisti e alpinisti si tratta di un ulteriore segnale di come il cambiamento climatico stia trasformando profondamente le Alpi, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi decenni fa apparivano impensabili anche sulle vette più alte d’Europa.