Cesare Battisti e l’idea dell’amnistia- Ecco chi lo vorrebbe libero

14/01/2019

Il caso del giorno è senz’altro l’arrivo in Italia di Cesare Battisti, ex terrorista Pac,  sbarcato sul territorio nazionale, per lui si apriranno le porte della prigione di Oristano.
“Cesare Battisti la pacchia è finita, in galera a vita”, ha scritto Matteo Salvini prima della conferenza stampa di oggi con il premier Conte e il Minsitro della Giustizia Bonafede, in cui sono stati spiegati alcuni dettagli che hanno portato all’arresto dell’ex terrorista.

Ma non tutti sono d’accordo sul fatto che Battisti finisca in galera, per diversi motivi.

Ecco i pareri che hanno fatto più rumore. 
Una lotta estrema per il garantismo giudiziario è condotta da Piero Sansonetti, direttore della testata Il Dubbio ed ex direttore di Unità e Liberazione. Secondo il giornalista “Cesare Battisti è stato condannato sulla base di testimonianze, poco credibili, di pentiti. Sono le uniche prove a suo carico. Mi si dirà – aggiunge ad Andkronos – è questa una sentenza passata in giudicato ma io ho il diritto di contestarla. Bisognerebbe ripensare a quei processi e soprattutto alla legge sui pentiti che rischia di creare ingiustizie. Certo, in questo clima non mi sembra ci sia nessuna possibilità ma sarebbe importante”.

Numerose polemiche ha suscitato il commento social di Christian Raimo, scrittore e giornalista, consigliere nel municipio di Roma 3: “Ho firmato quattordici anni fa un appello per la liberazione di Cesare Battisti. Ho conosciuto – ho lavorato insieme – a parenti di quelle che sarebbero le vittime di Cesare Battisti, ascoltato il loro dolore. Ho letto alcuni romanzi di Cesare Battisti e non mi sono mai piaciuti. Non ho mai festeggiato per la galera a qualcuno. Per me l’ergastolo andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere. Se non Angela Davis, basta leggere quello che scrivono da anni Luigi Manconi o Stefano Anastasia, o ascoltare anche mezzo minuto di una canzone quasi a caso di De Andrè”.
L’uscita di Raimo ha generato una cascata di reazioni violente sulla sua pagina, tanto che lo scrittore ha precisato il suo pensiero: “Non ho idea se sia innocente o colpevole” – ha aggiunto Raimo – “ma le amnistie mostrano uno stato forte e non debole. La violenza di quegli anni confondeva violenza personale e violenza politica? Certo, come potrebbe essere altrimenti. Per questo c’è bisogno di una riflessione storica, e non della galera”

Francesco Caruso, ex deputato di Rifondazione Comunista, ora professore universitario a Catanzaro, non vorrebbe vedere Battisti in carcere. Per questa sua posizione c’è anche chi ha chiesto nelle ultime ore che venga rimosso dall’Università:
“A distanza di 40 anni da episodi del tutto deprecabili – ha dichiarato Caruso – “questo accanimento, questo scalpo da portare in dote di questo ormai quasi settantenne mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo. Battisti ha le sue colpe ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.

Interessante infine la posizione della senatrice Elena Fattori, ‘grillina’ della prima ora, spesso critica sulle posizioni del governo, contraria alla strumentalizzazione dell’operazione:

“Mi sono fatta l’idea che sia una gigantesca strumentalizzazione politica – ha detto Fattori all’agenzia Adnkronos -. “È un pregiudicato assicurato alla giustizia come è giusto e sano che sia. Ma non amo quando politica e giustizia interferiscono tra loro e si commentano a vicenda. Né amo le modalità sbatto il mostro in prima pagina e ci salto sopra a piedi pari battendo i pugni sul petto. È una vicenda dolorosa e triste per le vittime, la storia, gli errori. Complimenti a chi ha portato a termine la missione e vicinanza alle vittime. Chiude un capitolo molto buio della nostra storia senza però consentire di dimenticare”, aggiunge la senatrice – “Ma è un teatro o un’importante operazione? Ad ogni modo la conferenza stampa a Ciampino non mi è sembrata né utile né necessaria ma rimane una mia opinione. Non amo la spettacolarizzazione di ogni cosa”.

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