Cirio contro il governo, invoca il modello cinese: “Oppure non ne usciremo mai”

25/03/2020

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Cirio: “Chiudere tutto per chiudere niente, o quasi. Che senso ha?"

E’ un Alberto Cirio deciso, quello che appare in pubblico dopo il periodo di isolamento, trascorso per essere stato trovato positivo al coronavirus.

Cirio esordisce in video conferenza, commentando il nuovo decreto ministeriale:

Chiudere tutto per chiudere niente, o quasi. Che senso ha? Se non siamo rigorosi non usciremo mai da questo dramma. Quando l’Asl mi ha comunicato il risultato del nuovo tampone, è andata come speravo. E mezz’ora dopo ero già in viaggio per l’unità di crisi, presso la sede operativa della Protezione civile di corso Marche a Torino”.

Nel mirino del governatore il decreto governativo che prevede la chiusura delle attività produttive non essenziali.

«La lista delle categorie che potranno continuare a lavorare è troppo lunga, così non ci siamo – attacca Cirio “Non voglio polemizzare ma trovo assurdo continuare a permettere a centinaia di lavoratori di frequentare ambienti comuni mentre imponiamo alle persone di non allontanarsi da casa per più di qualche metro”.

Il riferimento è allora il modello cinese: “Chi ha affrontato questo dramma prima di noi ci insegna che l’unica strategia efficace per uscirne è stare a casa”, aggiunge il governatore, che poi aggiunge: “Io ho sempre sostenuto la linea del rigore e, poco prima dell’intervento governativo, ho emanato una nuova ordinanza che di fatto chiude tutto ciò che una Regione può chiudere. Ci siamo allineati alla Lombardia, che è il nostro riferimento in questa crisi. Ci siamo confrontati con tutte le prefetture del territorio per adottare una linea comune rispetto alle aperture delle aziende”.

Per quanto riguarda gli studi professionali (che secondo il governo possono proseguire l’attività), la Regione ne invoca la chiusura: “Su questo aspetto abbiamo chiesto un parere al ministero dell’Interno, ma ci auguriamo che sia la nostra linea a prevalere perché solo facendo ancora qualche sacrificio e stringendo ulteriormente le maglie delle nostre libertà ci lasceremo questa situazione drammatica alle spalle”.

Tornando all’emergenza negli ospedali, Cirio conclude:

“Ribadisco l’appello che ho fatto al governo con la lettera inviata venerdì: chiediamo una via d’aiuto prioritaria perché le nostre terapie intensive sono al limite. Ogni ventilatore che arriva da Roma dopo un’ora è già attaccato al letto di un paziente in crisi respiratoria”.

 

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