Confindustria lancia l’allarme: “Subito un grande Patto per l’Italia o sarà crisi”

27/08/2020

Si avvicina la ripresa delle attività a settembre e i timori, dopo i mesi di epidemia da Covid, è che il paese debba affrontare un autunno gelido per l’economi.

Confindustria con il suo presidente Bonomi lancia l’allarme e una proposta per il governo: “Facciamo tutti insieme un Grande Patto per l’Italia. Lavoriamo con spirito di coesione nazionale,dimostrando che ci sentiamo tutti sulla stessa barca così come chiede il Presidente della Repubblica il rischio crisi irreversibile”. Sono le parole del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervistato dal quotidiano La Stampa dal direttore Gianini.

Tre i punti chiave rimarcati da Bonomi:

“Primo punto:un piano di riforme strutturali, sfruttando i fondi Ue. Secondo punto: un piano di politica industriale di mercato, rinunciando a ogni disegno statalista che alla fine serve solo a ridistribuire potere e poltrone. Terzo punto: operazione fiducia sulle imprese”

“Mi aspettavo un agosto completamente diverso – ha spiegato i presidente di Confindustria – “Faccio solo qualche esempio. Primo, il governo ha varato le misure anti-crisi, ma mancano oltre 400 decreti attuativi: tutto fermo. Secondo, ci avevano detto che ad agosto avrebbero lavorato alla stesura del piano di riforme da presentare alla Ue per ottenere i contributi del Recovery Fund: tutto fermo. Terzo si profila di nuovo un’emergenza sanitaria e anche su quel fronte ci avevano detto che avrebbero presentato progetti per attivare i prestiti del Mes: tutto fermo. Quarto: il 14 settembre dovrebbero ricominciare le scuole, ma ancora non si è capito se e come riapriranno: tutto fermo. Il paradossi dei banchi Da settimane siamo inchiodati a discutere sui banchi a rotelle, non riusciamo neanche a sapere quali sono le 11 imprese che li starebbero fabbricando, siamo al paradosso che c’è una sorta di segreto di stato su una gara pubblica”.

Poi, ha aggiunto il leader degli industriali nel corso dell’intervista:

“Nel decreto di agosto c’è un timido segnale, ma non è quello che serve al Paese. Capisco Gualtieri che predica ottimismo, ma non è così che si raggiunge l’obiettivo. I 100 miliardi sono quasi tutti bonus a pioggia e un milione di posti di lavoro bruciati resta un numero molto credibile”.

E’ necessario -conclude Bonomi – “ridisegnare il sistema della protezione sociale, come noi abbiamo chiesto ai primi di luglio. Ma adesso è più difficile, perché si è perso tempo prezioso. Noi siamo i primi a voler rinnovare i contratti. E chi ci accusa del contrario è un bugiardo. Ma noi chiediamo che chi sottoscrive i patti poi si impegni a rispettarli”.

E sulle oltre 200 mila imprese che hanno preso la Cig senza averne diritto, Bonomi risponde:

“Il presidente dell’Inps Tridico ha parlato di 234mila imprese che hanno preso la Cig senza averne diritto. Ma non c’è nessuna denuncia”.

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