Coronavirus, 6 mila casi – British Airways blocca i voli, gli Usa ci pensano “Epidemia velocissima”

29/01/2020

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L’emergenza Coronavirus è sempre maggiore e sta generando una psicosi collettiva. Sono 132 i morti accertati in Cina, 6 mila i casi: un dato che cresce di ora in ora, ma i contagi stanno aumentando fuori dalla Cina: ben tre registrati nelle ultime ore in Baviera, il primo negli Emirati Arabi.

La diffusione del virus ha superato in pochi giorni quello della Sars. A causa dell’epidemia, la compagnia British Airways ha deciso di sospendere tutti i voli da e per la Cina. E questa notte sono partiti da Wuhan, focolaio del contagio, i primi voli per evacuare i cittadini stranieri bloccati in una città fantasma.
Crolla nelle ultime ore la Borsa di Hong Kong, mentre la Toyota ha annunciato oggi la sospensione della produzione fino al 9 febbraio.
Giunto a Pechino, il capo dell’Organizzazione mondiale della Sanità si è detto fiducioso nella capacità della Cina di contenere l’epidemia. Ma intanto, gli esperti del settore, come lo studioso Zhong Nanshan hanno dichiarato che il picco potrebbe essere raggiunto nei prossimi dieci giorni.
E ora anche la Casa Bianca sta valutando il blocco completo di tutti i collegamenti aerei dalla Cina agli Stati Uniti, fino a questo momento nessun Paese al mondo ha attuato un blocco così forte ai voli.
Intanto la Toyota ha confermato lo stop alla produzione:
“Considerati vari fattori, tra cui le linee guida dei governi locali e regionali e la situazione della fornitura di componenti, a partire dal 29 gennaio, abbiamo deciso di interrompere le operazioni nei nostri stabilimenti in Cina fino al 9 febbraio” – è la nota diffusa dalla multinazionale giapponese – “Monitoreremo la situazione e prenderemo eventuali ulteriori decisioni sulle operazioni il 10 febbraio”.

L’Europa

La Francia è pronta a inviare due voli charter che, in totale, ‘riporteranno in patria’ 250 transalpini e altri 100 cittadini europei, fra questi anche qualche italiano (anche se il numero non è conosciuto). Solo una parte degli italiani presenti a Wuhan (sono 60) pensa di lasciare la città. Ma il ministero degli Esteri sta lavorando per organizzare altri voli, oltre ai protocolli sanitari per accogliere i nostri connazionali, una volta sbarcati in Italia.

Il maggior numero di casi accertati nel nostro continente si ha in Germania , che ne ha registrati quattro. Il primo tedesco ad ammalarsi è stato un ingegnere, che ha contratto il virus in Germania da una collega senza sintomi di ritorno dal Dragone. Ed è stato lo stesso ingegnere a trasmetterlo ad altri tre colleghi. Sono sette i casi in totale in Europa (altri 4 in Francia). Nessun malato è invece, in questo momento, confermato in Italia.

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