Coronavirus, autorizzati i controlli con i droni – “Scoveremo chi esce di casa senza motivo”

23/03/2020

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L'obiettivo è “garantire il contenimento dell'emergenza epidemiologica

Dopo che in alcuni comuni italiani erano già stati effettuati controlli di questo tipo, è arrivata oggi, 23 Marzo, l’autorizzazione ufficiale dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, all’uso in deroga dei droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale.
L’obiettivo è “garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica coronavirus”.
La comunicazione è stata inviata ai ministeri dell’Interno, dei Trasporti e della Giustizia, allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, all’Enav, all’Associazione nazionale dei comuni italiani e ai Comandi delle Polizie locali.

Così si legge nel documento:

“Considerate le esigenze manifestate da numerosi Comandi di Polizie locali, fino al 3 aprile, si dispone che le operazioni condotte con sistemi aeromobili a pilotaggio remoto con mezzi aerei di massa operativa al decollo inferiore a 25 kg, nella disponibilità dei Comandi di Polizia locale ed impiegati per le attività di monitoraggio potranno essere condotte in deroga ai requisiti di registrazione e di identificazione fissate dall’articolo 8 del Regolamento Enac “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” edizione 3 dell’11 novembre 2019″.

I droni potranno essere quindi usati nei casi in cui il pilota sia in grado di mantenere costantemente il contatto visivo con il drone, in deroga all’articolo 10 anche su aree urbane dove è scarsa òa popolazione esposta al rischio di impatto.

E, si legge nella nota “non sarà altresì necessario il rilascio di autorizzazione da parte di questo Ente e non sarà richiesto la rispondenza delle operazioni agli scenari standard pubblicati”.

Enac, inoltre, “autorizza tutti gli Enti di Stato di cui all’articolo 744 del Codice della Navigazione e delle Polizie locali dei Comuni italiani, ad operare con propri Apr se impiegati nell’ambito delle condizioni emergenziali dovute all’epidemia Covid-19, nelle aree prospicienti di tutti gli aeroporti civili di cui al paragrafo 7 della Circolare Enac Atm 09 e identificate come ‘aree rosse’, ad una quota massima di 15 metri. In caso di svolgimento di voli operati con Apr – aggiunge la nota – nelle aree sopra specificate, l’Ente titolare dello stesso dovrà fornire preventivamente comunicazione alla Torre di controllo dell’aeroporto limitrofo all’area d’interesse al fine di comunicare la presenza del drone e di coordinare le rispettive attività. E’ comunque data sempre priorità al traffico degli aeromobili da/verso gli aeroporti e rimane in capo all’operatore del drone la responsabilità sia di dare precedenza agli aeromobili in volo sia di separarsi da questi ultimi”.

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