
Cos’è la “Blue Banana”, l’immagine più utilizzata per descrivere la geografia economica dell’Europa. Qui si concentra gran parte della ricchezza
E’ la “Blue Banana” è una delle immagini più diffuse per spiegare la distribuzione della ricchezza e delle attività economiche in Europa. Il termine nasce alla fine degli anni Ottanta in ambito geografico e urbanistico e descrive una lunga fascia del continente caratterizzata da un’elevata concentrazione di popolazione, imprese e produzione. Questo corridoio economico si estende dal Nord Italia fino al Sud del Regno Unito, attraversando Svizzera, Germania, Benelux e Francia orientale, disegnando idealmente una forma curva che ricorda una banana.
All’interno di quest’area si genera una quota molto rilevante del prodotto interno lordo europeo. Qui si trovano alcuni dei principali centri finanziari, logistici e accademici del continente, oltre a numerosi distretti industriali che, nel corso del Novecento, hanno trainato lo sviluppo economico europeo. Molte grandi multinazionali hanno scelto di stabilire proprio in questa zona le loro sedi o i loro hub strategici, rafforzando ulteriormente il peso economico della regione.
Il primato della Blue Banana non dipende soltanto dalla posizione geografica, ma è il risultato di una combinazione di fattori strutturali. Nel tempo, quest’area ha potuto contare su infrastrutture molto sviluppate, reti ferroviarie e autostradali efficienti e su un alto livello di integrazione tra Paesi confinanti. A tutto ciò si aggiunge la disponibilità di capitale umano qualificato, favorita dalla presenza di università prestigiose e di centri di ricerca di eccellenza.
Città come Milano, Zurigo, Monaco, Francoforte, Bruxelles e Londra hanno costruito sistemi economici avanzati, capaci di attrarre investimenti e professionalità da tutto il mondo.
Anche se negli ultimi anni sono emersi nuovi poli di crescita in altre zone d’Europa, la Blue Banana resta ancora oggi il cuore più dinamico del continente, grazie alla sua capacità di evolversi e di adattarsi ai cambiamenti dell’economia globale, dai settori industriali tradizionali ai servizi avanzati e alle tecnologie digitali.
