
Da oggi anche la Bulgaria entra nell’Euro – Ma la metà del Paese resta contrario: timori per i prezzi
Dall’inizio del 2026 la Bulgaria è entrata ufficialmente a far parte dell’eurozona, diventandone il 21° Paese membro. Dopo l’adesione all’Unione europea nel 2007 e una lunga permanenza nel meccanismo di preparazione iniziata nel 2020, Sofia ha abbandonato il lev e avviato la circolazione di banconote e monete in euro per una popolazione di circa 6,4 milioni di persone. Il passaggio alla moneta unica è stato celebrato con eventi simbolici nelle piazze principali, ma il clima nel Paese resta tutt’altro che unanime.
Se una parte del mondo economico guarda con favore al cambiamento, confidando nella riduzione dei costi di cambio, nell’aumento degli scambi commerciali e in un ruolo diretto nelle scelte della Banca centrale europea grazie alla presenza della Banca nazionale bulgara nel Consiglio direttivo della Bce, un’ampia fetta della popolazione rimane scettica. Secondo i dati più recenti di Eurobarometro, quasi un cittadino su due si dichiara contrario all’euro, soprattutto per il timore di un aumento dei prezzi.
Le preoccupazioni sono accentuate da un contesto politico instabile: il governo si è dimesso dopo grandi manifestazioni contro la corruzione e il Paese è avviato verso nuove elezioni. Questa situazione alimenta dubbi sugli effetti sociali ed economici del cambio di valuta, anche se il lev era già da anni agganciato all’euro tramite un tasso fisso. A spaventare i consumatori non è tanto l’inflazione generale, quanto il rischio di rincari legati agli arrotondamenti e all’adeguamento dei listini nel passaggio alla nuova moneta.
Sul fronte europeo, invece, l’ingresso della Bulgaria è stato accolto con entusiasmo. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha definito l’euro un simbolo concreto di cooperazione e forza comune di fronte alle incertezze geopolitiche. Anche la Commissione europea, con Ursula von der Leyen, ha sottolineato i benefici in termini di pagamenti più semplici, viaggi agevolati e nuove opportunità per le imprese. Per l’Ue, l’allargamento dell’eurozona rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore integrazione economica e politica.