Draghi scuote l’Europa: “Serve cambiamento radicale per affrontare le sfide globali”. Ecco cosa ha detto

17/04/2024

Draghi scuote l’Europa: “Serve cambiamento radicale per affrontare le sfide globali”. Ecco cosa ha detto

Mario Draghi, intervenendo al summit sull’Europa, propone un cambiamento radicale per affrontare le sfide globali.

L’ex premier italiano ha sottolineato la necessità per l’Unione Europea di agire insieme di fronte ai cambiamenti rapidi nel mondo, evidenziando la minaccia alla coesione politica causata da questi mutamenti.

Draghi critica la mancanza di una strategia industriale europea e la risposta limitata dell’Europa di fronte a potenze come Stati Uniti e Cina e propone un rinnovato partenariato tra gli Stati membri e una ridefinizione dell’Unione Europea per affrontare le sfide attuali, puntando su settori come l’energia, la difesa e l’innovazione digitale.

“Il mondo sta cambiando rapidamente, ci ha colto di sorpresa e altri non rispettano più le regole ed elaborano politiche per rafforzare la loro posizione”, ha dichiarato Draghi al summit sull’Europa. “Quello che proporrò nel mio report è un cambiamento radicale: questo è ciò di cui abbiamo bisogno. Credo che la coesione politica della nostra Unione richieda che agiamo insieme, possibilmente sempre. Dobbiamo essere coscienti che la coesione politica è minacciata dai cambiamenti del resto del mondo. “Ripristinare la nostra competitività non è qualcosa che possiamo ottenere da soli o gareggiando a vicenda. Ci impone di agire come Unione europea in un modo che non abbiamo mai fatto prima. Non abbiamo mai avuto una strategia industriale Ue”- ha aggiunto – ” e nonostante le iniziative positive in corso, manca ancora una strategia globale su come rispondere in molteplici settori”

“Abbiamo confidato nella parità di condizioni a livello globale e nell’ordine internazionale basato su regole, aspettandoci che altri facessero lo stesso. Ma ora il mondo sta cambiando rapidamente, ci ha colto di sorpresa” e altri “non rispettano più le regole ed elaborano politiche per rafforzare la loro posizione. Le politiche di potenze come Pechino e Washington sono progettate per reindirizzare gli investimenti verso le loro economie a scapito delle nostre o, nel caso peggiore, sono progettate per renderci permanentemente dipendenti da loro. Ci manca una strategia su come proteggere le nostre industrie tradizionali dal terreno di gioco globale ineguale”.

Infine ha concluso:
“Data l’urgenza delle sfide che affrontiamo, non abbiamo il lusso di ritardare le risposte fino alla prossima modifica dei Trattati. Per assicurare coerenza tra i diversi strumenti politici, dobbiamo essere in grado di sviluppare un nuovo strumento strategico per il coordinamento delle politiche economiche. E se arriviamo alla conclusione che non è fattibile, in alcuni casi specifici dovremmo essere pronti a considerare di andare avanti con un sottogruppo di Stati, ad esempio per andare avanti sull’Unione dei mercati capitali per mobilitare investimenti Come regola” l’Ue è chiamata ad “agire insieme. I nostri rivali ci stanno precedendo perché possono agire come un unico paese, con un’unica strategia, e allinearvi tutti gli strumenti e le politiche necessarie. Se vogliamo eguagliarli , avremo bisogno di un rinnovato partenariato tra gli Stati membri, una ridefinizione della nostra Unione che non sia meno ambiziosa di quella che fecero i padri fondatori settant’anni fa con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio”.

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