
Ecco perché il Minnesota è il centro dello scontro con Trump – E ora molti immigrati vivono nel terrore
Il Minnesota è diventato l’epicentro dello scontro sull’immigrazione tra l’amministrazione Trump e le autorità locali per una combinazione di fattori politici, giudiziari e sociali. Minneapolis, in particolare, si è trasformata in un terreno di confronto durissimo tra il governo federale e uno Stato a guida democratica che difende il modello delle sanctuary cities, limitando la collaborazione con le agenzie federali sull’immigrazione.
Il Minnesota, inoltre, si conferma una roccaforte democratica. Da oltre 50 anni non vota un presidente repubblicano, ‘snobbando’ in passato persino Ronald Reagan.
I motivi della crisi
Al centro della crisi c’è la “Operation Metro Surge”, con oltre 2.000 agenti federali dispiegati ufficialmente per combattere una gigantesca frode legata ai rimborsi Covid, il caso “Feeding Our Future”, che avrebbe sottratto centinaia di milioni di dollari ai programmi alimentari per i bambini. Poiché molti indagati appartengono alla comunità somala, la più numerosa degli Stati Uniti con oltre 80 mila persone in Minnesota, l’intervento è stato accompagnato da una retorica durissima della Casa Bianca, che ha finito per colpire un’intera comunità.
Lo scontro istituzionale è totale: il Dipartimento di Giustizia ha accusato il governatore Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey di ostacolare l’applicazione delle leggi federali, mentre i leader locali parlano di abuso di potere e di una presenza federale fuori controllo, soprattutto dopo alcune uccisioni avvenute durante operazioni di polizia.
Intanto, tra i residenti di origine somala cresce la paura. Molti cittadini americani portano sempre con sé il passaporto per timore di fermi illegittimi, altri evitano di uscire di casa. Secondo osservatori e media statunitensi, il Minnesota è un banco di prova: se il modello reggerà, l’amministrazione Trump potrebbe replicarlo in altre città rifugio come Chicago, New York o Portland, aprendo una nuova fase di conflitto tra Washington e gli Stati guidati dai democratici.