Energia, burocrazia, politica industriale – Ecco le richieste di Confindustria al governo. Il bilancio dell’Assemblea

28/05/2026

Energia, burocrazia, politica industriale – Ecco le richieste di Confindustria al governo Meloni

Nel corso dell’assemblea di Confindustria, il presidente Emanuele Orsini ha illustrato le principali richieste delle imprese italiane al governo e all’Europa, concentrandosi su energia, politica industriale, burocrazia e fisco. Nel suo intervento ha invitato a evitare scontri ideologici, affermando che «La nostra chiamata alla responsabilità non deve diventare terreno di scontro politico ma piattaforma di dialogo sugli obiettivi da raggiungere». Alla convention è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha assicurato collaborazione con il mondo produttivo dichiarando: «Ci si può, ad un certo punto scoprire una squadra».

Orsini ha espresso forte preoccupazione per le scelte economiche europee degli ultimi anni, accusando Bruxelles di non avere una strategia chiara sulla competitività industriale. Tra le priorità indicate da Confindustria ci sono il mercato unico dell’energia, quello dei capitali e l’introduzione di strumenti comuni di debito europeo per sostenere investimenti e imprese. Secondo il presidente degli industriali, l’Europa non può affrontare da sola la competizione globale senza una politica economica condivisa e risorse molto più ampie rispetto a quelle attuali.

Grande attenzione è stata dedicata al tema energetico. Orsini ha definito i prezzi dell’energia una vera emergenza per le aziende italiane, sostenendo che il Paese sia ormai fuori mercato rispetto ai concorrenti europei. Per questo ha chiesto di accelerare lo sviluppo di impianti fotovoltaici ed eolici, sbloccare migliaia di autorizzazioni ferme, sospendere gli Ets e favorire il ritorno dell’energia nucleare. Meloni ha confermato l’intenzione del governo di approvare entro l’estate la legge delega sul nucleare e ha ribadito la volontà di intervenire in Europa contro gli Ets, giudicati eccessivamente penalizzanti.

Altro punto centrale è stato il tema della burocrazia. Orsini ha criticato l’eccesso di regole europee e italiane, parlando di procedure troppo lente e complesse che frenano gli investimenti. Ha quindi chiesto norme più semplici, tempi rapidi e una governance più efficace. Anche la premier ha riconosciuto il problema, promettendo una forte azione di semplificazione amministrativa e invitando le imprese a collaborare con il governo per una riforma radicale del sistema burocratico.

Sul fronte fiscale, Confindustria ha proposto una revisione delle agevolazioni esistenti per recuperare risorse senza aumentare il debito pubblico. Tra le richieste figurano incentivi per innovazione, software e cloud, oltre alla riforma della legge sulla responsabilità degli amministratori. Meloni si è detta favorevole a un riordino delle misure fiscali e al maggiore coinvolgimento dei capitali privati negli investimenti produttivi.

“All’Assemblea 2026 di Confindustria, l’industria italiana ha posto sul tavolo le sfide che definiscono il futuro del Paese. Sfide che richiedono un senso di responsabilità comune, forte e condiviso, per costruire un’Europa e un’Italia davvero competitive – è la nota di Confindustria – “Per l’Europa serve una politica industriale di lungo periodo, un vero mercato unico dell’energia, un mercato unico dei capitali e del risparmio e un debito comune europeo. Per l’Italia serve puntare all’autonomia energetica e produttiva, alla crescita dimensionale delle PMI, ai contratti di sviluppo e innovazione, alla semplificazioni e alla riforma della 231, fino a risorse adeguate agli obiettivi. Il motivo è chiaro: negli ultimi 25 anni la quota di PIL mondiale dell’UE è scesa di 7 punti percentuali e il rischio è quello di perdere la nostra industria, che vale il 15 per cento del PIL e milioni di posti di lavoro. Serve agire con coraggio e serve agire ora, per garantire all’Italia e all’Europa un futuro prospero”.

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