Fusione tra Intesa San Paolo e Ubi Banca – Nasce la settima banca dell’Eurozona

03/08/2020

Dopo le prime offerte del febbraio scorso fra gli azionisti non andate a buon fine, nelle ultime settimane la successiva lauta offerta ha dato i suoi frutti, con le  10 azioni di Ubi Banca in cambio di 17 azioni di Intesa più un successivo premio in denaro.

E così Intesa- San paolo ha conquistato il controllo della banca di Bergamo, con una quota superiore al 70 per cento, una fusione che porta alla nascita del settimo gruppo bancario dell’Eurozona, dall’alto dei 5 miliardi di euro di utili.

“Secondo i manager di Intesa – spiegano dalla pagine economica di Sky Tg 24 – “il nuovo gruppo sarà capace di ridurre i costi e rafforzare il sistema finanziario italiano. La super-banca infatti, a loro dire, potrebbe diventare un leader nello scenario bancario europeo”.

Il via libera all’operazione è stato dato Banca Centrale Europea, propensa ormai da tempo all’ l’aggregazione degli istituti di credito.

“L’obiettivo – illustra Sky Tg 24 – “è salvare il settore dalla crisi e dalla rivoluzione tecnologica. Le banche europee hanno infatti visto assottigliarsi di molto i ricavi negli ultimi anni: per questo fusioni e acquisizioni degli istituti potrebbero tagliare i doppioni e permettere economie di scala. Tra l’altro, banche più grandi sono anche percepite come più sicure dai risparmiatori. Ma tra gli esperti c’è anche chi ritiene che non sempre le aggregazioni siano benefiche per l’economia: banche troppo grosse potrebbero dare qualche problema alla concorrenza ed essere troppo distanti dal territorio per elargire crediti in maniera efficace”.

Garanzie sull’affare sono state chieste dall’autorità per la concorrenza italiana, guidata da Roberto Rustichelli. Intesa San Paolo ha infatti dovuto cedere 532 filiali a Bper, mentre altre 17 saranno messe all’asta, al fine di scongiurare eccessive concentrazioni di mercato.
Ora manca solo l’ultimo step: il processo di integrazione con Ubi, che arriverà nella primavera del prossimo anno.

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