“Gesu’ Bambino, riportaci i nostri figli” – Foto strazianti alla stazione Porta Nuova, ecco perché

03/01/2020

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Foto di bambini sull’albero di Natale esposto a Torino nella stazione Porta Nuova

Questa mattina, venerdì 3 dicembre, sull’albero di Natale esposto a Torino nella stazione Porta Nuova, accanto alle letterine che per tradizione vengono attaccate a centinaia ai suoi rami, sono comparse le foto di bambini allontanati dalle loro famiglie in Piemonte, con richieste commoventi a Gesù bambino di restituire loro figli e nipoti, insieme ai disegni dei bimbi che chiedono di tornare a casa: una scena straziante, necessaria però a smuovere le coscienze, ricordando alla folla dei passanti quanti bambini trascorreranno le feste natalizie lontano dalle famiglie, senza che sia avvenuto nessun abuso o maltrattamento.
“Il sistema Bibbiano è in tutta Italia, le radici più profonde si trovano in Piemonte” commenta Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, che ha fatto avviare con un suo ordine del giorno la commissione di indagine sul sistema affidi. “Le segnalazioni arrivateci completano una galleria degli orrori, con storie tremende: neonati allontanati per abusi mai provati, minori non restituiti nemmeno dopo l’archiviazione delle accuse per abusi mai avvenuti, bambini riempiti di psicofarmaci nelle comunità terapeutiche, stupri di gruppo e stanze buie punitive nelle comunità residenziali, violenze in luoghi neutri, madri cacciate dalle case-famiglia per aver pubblicato post su Bibbiano nei social, ragazzini dati in affido a coppie omosessuali. Tutto questo accade nella regione record per allontanamenti di minori, con la percentuale al 4 per mille rispetto alla media nazionale del 2,7 per mille. Ma a differenza delle commissioni parlamentare su Forteto e regionale emiliana su Bibbiano, impantanate dai boicottaggi di parte, la commissione di indagine del Consiglio regionale piemontese sta tirando dritto e comprenderà nella sua relazione finale le verità documentate e riportate dalle famiglie vittime di soprusi, che finiranno così in un documento ufficiale della Regione Piemonte. Come faranno allora le procure piemontesi ad ignorare tutto questo orrore? Quelle famiglie e quei bambini esigono giustizia”.

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