In Italia è boom di occupati Over 50. Ma persi 2 milioni di giovani occupati: i dati in chiaroscuro

08/02/2025

In Italia è boom di occupati Over 50. Ma persi 2 milioni di giovani occupati

Negli ultimi vent’anni, il mercato del lavoro italiano ha subito una trasformazione radicale, caratterizzata da un drastico calo dei giovani occupati e un raddoppio della fascia lavorativa over 50. Questo squilibrio sta generando problemi significativi, tra cui la crescente difficoltà delle imprese nel trovare figure con competenze innovative.

Un cambiamento silenzioso ma di grande impatto
La combinazione di un basso tasso di natalità e di una ridotta attenzione alle nuove generazioni ha progressivamente modificato la composizione della forza lavoro. Questo fenomeno, inizialmente sottovalutato, è ora sotto i riflettori, come ha evidenziato di recente il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, secondo cui l’Italia avrebbe già bisogno di almeno 100.000 lavoratori in più per colmare il divario tra ingressi e uscite dal mondo del lavoro.

Dal 2004 al 2024, il numero di lavoratori tra i 15 e i 34 anni è diminuito drasticamente: da oltre 7,6 milioni a circa 5,4 milioni, con una perdita di oltre 2 milioni di occupati under 34. Anche la fascia centrale, quella tra i 35 e i 49 anni, ha subito una contrazione, passando da 9,8 milioni a 8,8 milioni di lavoratori, con un calo di circa 1 milione.

Al contrario, gli occupati tra i 50 e i 64 anni sono quasi raddoppiati nello stesso periodo: da 4,5 milioni nel 2004 a oltre 9 milioni nel 2024. Questo spostamento della forza lavoro verso fasce di età più avanzate solleva interrogativi sulla capacità del sistema di adattarsi alle trasformazioni in corso, come la digitalizzazione e la transizione ecologica.

Italia in svantaggio nel confronto internazionale
Uno studio del Cnel, basato su dati Eurostat, mostra come l’Italia sia tra i Paesi europei più colpiti dal declino della presenza giovanile nel mondo del lavoro. La fascia 25-34 anni conta poco più di 4 milioni di occupati, mentre quella tra i 55 e i 64 anni supera i 5 milioni, con uno squilibrio del 20% a sfavore dei giovani. A confronto, in Germania la differenza è del 10%, mentre in Francia i giovani sono il 20% in più rispetto agli over 55. Questo scenario rende l’Italia meno competitiva rispetto ad altre economie europee.

“In 10 anni, per solo effetto dell’azione demografica – scrive Il Sole 24 Ore, analizzando il problema – “la platea degli occupati in Italia rischia di ridursi di circa 2,5 milioni, scendendo sotto 21,5 milioni all’orizzonte del 2035 rispetto ai 24 milioni attuali. E ci saranno sempre meno giovani. Di qui l’urgenza di cambiare passo (i ministri dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del Lavoro, Marina Calderone, stanno iniziando a “prendere di petto” la questione). Anche perché senza un miglior collegamento nella transizione scuola-lavoro, un rinnovato slancio alla formazione continua, e politiche (vere) per famiglia e natalità rischiamo di avere un Paese e un mercato del lavoro con sempre meno ragazzi, e, paradosso nel paradosso, quei pochi che ci sono vederli andare via a ingrossare forza lavoro (e a innovare) in altri Paesi che sono (e restano) nostri competitor”.

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