In Italia sarà spesa record per le pensioni nel 2025 – Primi (nettamente) in Europa

29/04/2024

In Italia sarà spesa record per le pensioni nel 2025 – Primi (nettamente) in Europa

Nel 2025 l’Italia spenderà il 16,2% del PIL per le pensioni, la percentuale più alta tra i paesi OCSE, seguita dalla Francia al 15,4%. La media OCSE prevista è del 9,3%, mentre per l’UE a 27 sarà all’8,5%.

Secondo le previsioni dell’OCSE, la spesa pensionistica in Italia salirà al 17,9% nel 2035. L’Italia ha anche la quota obbligatoria di contribuzione più alta, con il 33% rispetto alla media OCSE dell’18,2%.

L’età pensionabile nel nostro Paese è attualmente di 71 anni per chi inizia a lavorare ora, seconda solo alla Danimarca tra i paesi OCSE.

“Per chi entra ora nel mercato del lavoro – si legge nel rapporto Ocse – l’età pensionabile normale raggiungerebbe i 70 anni nel Paesi Bassi e Svezia, 71 anni in Estonia e Italia e anche 74 anni in Danimarca. Nel 2023, l’età pensionabile legale in Italia è di 67 anni, in forte aumento dopo le riforme attuate durante la crisi finanziaria globale. Ma l’Italia garantisce un ampio accesso al pensionamento anticipato, spesso senza una penalità. Al momento l’età normale di pensionamento è di circa 65 anni, in linea con la media Ocse (64,1). Per chi comincia a lavorare ora invece l’età media di uscita, a meno di nuove norme per l’anticipo, supererà di circa quattro anni la media Ocse. L’Italia è uno dei nove paesi Ocse che vincolano il pensionamento legale per età con la speranza di vita. In un sistema contributivo tale collegamento non è necessario per migliorare le finanze pensionistiche, ma mira a evitare che le persone vadano in pensione troppo presto con pensioni troppo basse e per promuovere l’occupazione”.

” Per chi comincia a lavorare ora intorno ai 22 anni si prevede con l’aumento dell’aspettativa di vita che si vada in pensione a 71 anni -s crive La Stampa – ” ma che si abbia un importo della pensione rispetto allo stipendio al momento del ritiro di circa l’83% a fronte del 61% medio dell’Ocse. In tale scenario il reddito medio delle persone di età superiore ai 65 anni in Italia è leggermente superiore a quella della popolazione totale (al 103%) mentre è in media inferiore del 12% nell’area Ocse (all’88%). Il report sottolinea come la povertà relativa tra gli over 65 sia al 10% in Italia e al 14% nell’area Ocse in media. Al momento il tasso di occupazione nella fascia tra i 60 e i 64 anni in Italia è al 41% a fronte del 54% nell’area Ocse. L’età media di effettiva uscita dal mercato del lavoro nel 2022 è a 62,5 anni contro i 63,8 dell’area Ocse. La popolazione in età da lavoro diminuirà del 35% nei prossimi 40 anni (tra il 2022 e il 2062) a fronte del calo dell’11% nell’Ocse. Cambierà il rapporto tra la fascia tra i 20 e i 64 anni e gli anziani con 78 over 65 ogni 100 tra i 20 e i 64 anni in Italia nel 2052 (54 nell’area Ocse)”.

 

 

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