
In Italia tanti turisti ma in troppo poco spazio – Il 75% del turismo si concentra in poche località: è emergenza overtourism: i dati
Il turismo continua a rappresentare un settore importante per l’economia italiana, ma la crescita dei visitatori si concentra in un numero ristretto di destinazioni, creando problemi legati al sovraffollamento. Nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi sono aumentati del 4,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie all’effetto delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Per la stagione estiva, le stime di Assoturismo Confesercenti prevedono un ulteriore incremento, con arrivi in aumento dell’1,1% e pernottamenti dell’1,3%, nonostante le difficoltà economiche e le temperature sempre più elevate.
Il principale problema è la distribuzione dei flussi: una quota molto elevata dei turisti sceglie infatti sempre le stesse località. Venezia rappresenta un esempio emblematico. Nel 2022 ha registrato circa 6,5 milioni di arrivi, pari al 12% del totale nazionale, pur occupando appena lo 0,1% della superficie italiana. Una concentrazione così forte trasforma il turismo di massa in una fonte di pressione per città e territori.
L’overtourism può infatti far aumentare i prezzi delle abitazioni e degli affitti, rendendo più difficile per i residenti continuare a vivere nei centri maggiormente frequentati. A questo si aggiungono traffico, sovraccarico dei servizi pubblici e peggioramento della qualità della vita. Questi effetti negativi non vengono pienamente rappresentati dagli indicatori economici tradizionali, come il PIL.
Anche sul fronte del lavoro emergono alcune criticità. Dal 2015 a oggi, secondo i dati Istat, i prezzi dei servizi di alloggio e ristorazione sono cresciuti del 21,9%, mentre gli stipendi del settore sono aumentati soltanto del 5%. Inoltre, circa il 70% degli addetti lavora con contratti stagionali o precari. Rispetto al 2012, il divario appare ancora più evidente: i prezzi sono saliti del 60%, mentre le retribuzioni sono rimaste quasi invariate.
La sfida per l’Italia è quindi riuscire a distribuire meglio i flussi turistici, evitando che la crescita si concentri sempre negli stessi luoghi e senza trasformare il successo del settore in un costo per residenti e lavoratori.
Nella cartina i dati Will_media