
La Gen Z sarà la prima a lavorare con L’Intelligenza Artificiale per tutta la vita – Grandi rischi e grandi opportunità: come sarà il futuro
La Generazione Z sarà la prima a vivere l’intera carriera professionale accanto all’intelligenza artificiale, in un mercato del lavoro profondamente trasformato. Secondo una ricerca del British Standards Institution condotta in sette Paesi, molte aziende stanno accelerando gli investimenti nell’AI, riducendo al tempo stesso le assunzioni. Un dirigente su quattro ritiene che gran parte delle mansioni di ingresso possa essere svolta dai sistemi intelligenti, mentre il 41% afferma di aver già diminuito il personale grazie all’automazione. Per molti neolaureati, quindi, trovare il primo impiego potrebbe diventare sempre più difficile.
I ruoli più ripetitivi e amministrativi sono quelli maggiormente esposti al cambiamento, con il rischio di ridurre le occasioni di fare esperienza e crescere professionalmente. Il timore è che le nuove generazioni possano perdere quella fase di apprendimento fondamentale che nasce dal confronto con colleghi più esperti, impoverendo competenze, creatività e relazioni umane.
Accanto a queste criticità emergono però importanti opportunità.
L’intelligenza artificiale non elimina soltanto posti di lavoro, ma crea nuove professioni e modifica quelle esistenti. Cresce infatti la domanda di figure specializzate come esperti di machine learning, analisti di sicurezza informatica, sviluppatori di AI e professionisti capaci di utilizzare questi strumenti per aumentare produttività ed efficienza. In Italia le offerte di lavoro che richiedono competenze nell’intelligenza artificiale sono quasi raddoppiate, segno che il mercato cerca sempre più lavoratori preparati in questo settore.
Le aziende puntano soprattutto su maggiore produttività, riduzione dei costi e processi più rapidi, ma riconoscono anche il valore delle competenze umane. Esperienza, capacità di lavorare in gruppo, pensiero critico, creatività ed empatia restano qualità difficilmente sostituibili da un algoritmo. Per questo la formazione continua e l’aggiornamento professionale diventeranno sempre più importanti.
La sfida dei prossimi anni sarà trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica e valore delle persone. Se utilizzata come strumento di supporto e non come semplice sostituto del lavoro umano, l’intelligenza artificiale potrà offrire nuove opportunità di crescita, favorendo professioni più qualificate e un modo diverso, ma potenzialmente migliore, di lavorare.