La Germania vuole annullare il contratto F-35 con gli Stati Uniti: dubbi, strategie e il futuro della Difesa Europea

16/03/2025

La Germania vuole annullare il contratto F-35 con gli Stati Uniti

In Germania cresce il dibattito sull’acquisto dei caccia F-35 dagli Stati Uniti, una questione che va oltre l’aspetto militare e tocca temi economici e politici. L’atteggiamento incerto di Donald Trump nei confronti della NATO e il blocco del sostegno militare all’Ucraina hanno alimentato le preoccupazioni di Berlino sulla sua dipendenza dagli USA in ambito strategico e tecnologico. Questo scenario potrebbe portare la Germania a riconsiderare alternative europee, come il Rafale della Dassault o un maggiore investimento nell’Eurofighter.

Le pressioni della Francia e le ambizioni di Dassault

Il numero uno di Dassault Aviation, Éric Trappier, si dice fiducioso che l’incertezza tedesca possa favorire un cambio di rotta. Secondo lui, solo un annullamento dell’ordine degli F-35 da parte del futuro cancelliere Friedrich Merz rappresenterebbe una vera svolta verso una maggiore indipendenza industriale e strategica per l’Europa. Il nodo centrale è proprio questo: fino a che punto il continente può realmente svincolarsi dagli USA nel settore della difesa?

Berlino aveva giustificato la scelta degli F-35 con la necessità di mantenere la sua partecipazione alla deterrenza nucleare della NATO, dato che questo velivolo è l’unico certificato per trasportare armamenti atomici. Tuttavia, con Trump che ridimensiona l’impegno americano, emergono timori sulla manutenzione, gli aggiornamenti software e la continuità delle forniture. Se Washington decidesse di rallentare o limitare le consegne, la Bundeswehr rischierebbe difficoltà operative.

Il Rafale come alternativa?

“L’industria bellica francese è in espansione – scrive il sito specializzato startmag.it: ” nel 2024 Dassault ha registrato un profitto record superiore al miliardo di euro, con un portafoglio ordini di 43,2 miliardi, in gran parte attribuibili al Rafale. Il nuovo standard F5, previsto per il prossimo decennio, promette capacità avanzate, inclusa l’integrazione con droni da combattimento e il trasporto di missili ipersonici, caratteristiche che potrebbero renderlo un’opzione più allettante per chi desidera ridurre la dipendenza dagli Usa. Ma nonostante il movimentismo di Merz faccia immaginare un rafforzamento del legame con la Francia proprio nell’ottica di una maggiore autonomia europea nelle politiche di difesa, una revisione dell’accordo tedesco per gli F-35 appare difficile. Berlino ha già investito somme considerevoli nel programma e la consegna dei primi esemplari è attesa per il 2027. Inoltre, anche se Dassault sta aumentando il ritmo produttivo, raggiungendo la capacità di quattro o cinque caccia al mese, eventuali nuovi contratti implicherebbero ugualmente tempi di attesa significativi. L’industria europea della difesa si trova comunque di fronte a un bivio: rafforzare la cooperazione continentale per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti o continuare ad affidarsi alle tecnologie americane? Non solo in Germania il dibattito è aperto, ma Berlino, anche forte del ricco piatto che sarà messo a disposizione dal futuro governo per il riarmo, potrebbe con le sue scelte influenzare in modo decisivo il futuro della difesa europea, determinando gli equilibri geopolitici e anche le dinamiche industriali del settore aerospaziale del continente”.

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