La grande fuga di Elkann: vendute Magneti Marelli, Iveco, Comau, La Stampa e Repubblica. La prossima cessione sarà Maserati? La situazione

24/05/2026

Nell’ultimo periodo John Elkann e la holding Exor hanno progressivamente ridotto la loro presenza nei principali settori industriali ed editoriali italiani legati storicamente alla Fiat. Una strategia che ha segnato un forte cambiamento rispetto al passato della famiglia Agnelli e che, secondo molti osservatori, rappresenta un progressivo allontanamento da Torino e dalle attività considerate simboliche per il gruppo.

Tra le operazioni più importanti figura la vendita di Magneti Marelli nel 2018 ai giapponesi di Calsonic Kansei, azienda poi confluita nella nuova Marelli. Successivamente è toccato a Iveco, separata da CNH Industrial e progressivamente ceduta fino all’uscita definitiva di Exor dal controllo nel 2025. Anche Comau, storica società specializzata in automazione industriale, è passata nel 2025 al fondo americano One Equity Partners, alimentando dubbi sul futuro della produzione italiana.

Il disimpegno ha riguardato anche il settore editoriale. La Stampa è stata ceduta nel 2026 al Gruppo SAE, mentre Repubblica e gran parte del gruppo GEDI — comprese radio e altre testate — sono finite all’imprenditore greco Theodore Kyriakou. Per molti analisti questa scelta non è solo economica ma anche simbolica: La Stampa, in particolare, era considerata uno dei legami storici tra la famiglia Agnelli e Torino.

Secondo il Financial Times, la vendita di GEDI rappresenta un chiaro segnale di distacco dall’Italia. Exor avrebbe deciso di concentrarsi su attività considerate più redditizie e internazionali, riducendo il peso di asset meno strategici. I numeri confermano le difficoltà dell’editoria: il gruppo ha registrato negli ultimi anni un forte calo dei ricavi e perdite economiche significative, mentre le radio restano tra le poche attività ancora profittevoli.

Parallelamente, Exor ha aumentato enormemente il proprio valore finanziario. Da quando Elkann è alla guida della holding, il patrimonio complessivo è cresciuto fino a superare i 40 miliardi di euro, grazie a investimenti globali e a una strategia sempre più orientata verso i mercati internazionali. Anche le sedi legali delle principali società del gruppo sono state trasferite all’estero, soprattutto in Olanda, scelta che ha spesso suscitato polemiche in Italia.

Rimane aperto il tema Maserati. Il marchio del Tridente continua a far parte di Stellantis, ma periodicamente tornano indiscrezioni su una possibile vendita per fare cassa. L’azienda ha sempre smentito ufficialmente queste ipotesi, anche se le continue cessioni alimentano dubbi sul futuro dei marchi storici italiani.

Nel frattempo Stellantis appare sempre più orientata verso il mercato americano e internazionale. Alcuni osservatori ipotizzano persino scenari futuri in cui Fiat potrebbe perdere ulteriore centralità all’interno del gruppo, soprattutto dopo l’ingresso dei partner cinesi di Leapmotor. Uno scenario che fino a pochi anni fa sembrava improbabile ma che oggi molti non escludono più.

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