L’assessore sull’ultimo femminicidio “Non raptus, ma frutto di un sistema che accetta questa violenza”

23/06/2018

CONDIVIDI

"Il linguaggio utilizzato dai mezzi d’informazione per raccontare questi episodi dovrebbe considerare la violenza di genere interrogandosi sulla natura di questi fatti"

L’assessore ai Diritti e alle Pari Opportunità del Comune di Torino Marco Giusta ha commentato l’ennesimo caso di femminicidio, avvenuto in città, criticando il linguaggio che i mezzi di informazione utilizzano per raccontare episodi efferati che vedono la donna vittima di violenza fra le mura domestiche:

“Apprendiamo da notizie giornalistiche dell’ennesimo femicidio, omicidio di una donna in quanto donna, che ha tolto la vita a Nicoleta Loredana Grigoras di 38 anni nella sua casa di Via Borgaro a Torino. L’articolo dice che Nicoleta è stata uccisa da numerose coltellate, la persona fermata è il marito Cezar Catalin Hrimiuc di 48 anni. Pare che prima della reazione violenta dell’uomo i due coniugi stessero litigando, commenta Marco Giusta, presidente del Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne – CCVD.
“Ritengo fondamentale sottolineare alcuni punti – prosegue l’assessore –. Il linguaggio utilizzato dai mezzi d’informazione come dalla politica per raccontare questi episodi di violenza dovrebbe considerare la violenza di genere interrogandosi sulla natura di questi fatti: non si tratta di raptus o reazioni violente improvvise ma di un sistema culturale e sociale che accetta queste violenze e che ne permette il reiterarsi; è doveroso dunque prendere consapevolezza di ciò per proporre soluzioni efficaci. La violenza contro le donne, spesso nelle forme che assume nell’ambito della violenza nelle relazioni intime, è ancora considerata un tabù, qualcosa di cui non si può parlare e che lascia le donne sole e prive di reti sociali di riferimento; il contrasto alla violenza contro le donne non è sufficiente, la prevenzione infatti diventa fondamentale per evitare che le situazioni di violenza in cui le donne si trovano arrivino all’epilogo che troppo spesso leggiamo sui giornali, e per fare prevenzione c’è bisogno di reti territoriali interassociative e interistituzionali nelle quali ogni soggetto lavori con il fine ultimo di supportare le donne nei percorsi di uscita dalla violenza”.
“In questa direzione stiamo lavorando come Città di Torino, grazie alla co-progettazione insieme al CCVD del Piano Antiviolenza della Città di Torino – Torino libera dalle violenze di genere e grazie alla nostra partecipazione al Protocollo promosso dalla Città Metropolitana di Torino per attività di prevenzione e contrasto ai comportamenti violenti agiti dai maltrattanti, la cui firma è avvenuta proprio oggi presso Palazzo Cisterna. In particolare – conclude Giusta – il Piano antiviolenza al quale stiamo lavorando intende mettere a sistema gli strumenti e le risorse che già esistono sul territorio cittadino, puntando molto sulla formazione e sul rafforzamento delle reti di supporto alle donne”.

Leggi anche

30/03/2020

Petrarulo: “Riaprire subito a Torino l’ospedale Maria Adelaide – L’emergenza è senza precedenti”

Nel territorio cittadino sono crescenti le difficoltà delle strutture sanitarie in funzione, vicine ormai alla saturazione […]

leggi tutto...

30/03/2020

Cirio al Governo: “Embraco riparta e produca mascherine e respiratori”

Nel futuro immediato i lavoratori dell’ex Embraco di Riva presso Chieri potrebbero fabbricare respiratori, mascherine e […]

leggi tutto...

30/03/2020

Federconsumatori all’attacco dei negozi: “Prezzi ritoccati al rialzo, atteggiamento ingiustificabile”

L’allarme è stato lanciato da Federconsumatori che mette nel mirino i prezzi aumentati immotivatamente nei supermercati […]

leggi tutto...
made with by dsweb.lab | Privacy Policy