
L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa, fra i più vecchi al mondo – E l’età media continua a salire: l’equilibrio rischia di non reggere
L’Italia si conferma uno dei Paesi più anziani d’Europa e del mondo, con una popolazione che continua a invecchiare rapidamente. Oggi circa metà degli italiani ha più di 49 anni e l’età mediana cresce costantemente. Parallelamente, il numero delle nascite ha toccato nel 2025 un nuovo minimo storico, scendendo intorno alle 350 mila unità. Questo squilibrio demografico segnala una fragilità sempre più evidente.
La questione, però, va ben oltre i semplici numeri. L’invecchiamento della popolazione produce effetti profondi sull’economia, sulla società e sul sistema politico. Una riduzione dei giovani comporta meno forza lavoro disponibile, una crescita economica più lenta e un carico crescente su pensioni, sanità e welfare. Nel medio periodo, la tenuta complessiva del sistema rischia seriamente di essere compromessa.
Da tempo si parla di “inverno demografico”, ma ormai non si tratta più di una fase temporanea: i dati indicano una trasformazione strutturale. Con un tasso di fecondità fermo a 1,18 figli per donna, il ricambio generazionale non è garantito e recuperare terreno diventa ogni anno più complesso.
Di fronte a questo scenario, la vera sfida è politica. Servono interventi concreti e credibili a favore dei giovani e delle famiglie: occupazione stabile, retribuzioni adeguate, servizi per l’infanzia diffusi, politiche abitative accessibili e una reale possibilità di conciliare lavoro e vita privata. Solo investendo in queste leve si può sperare di invertire la tendenza. In assenza di scelte coraggiose, il declino demografico ed economico non sarà una possibilità, ma un percorso già tracciato.