
Manovra 2027 – Irpef, affitti, sanità e bollo auto: ecco i principali interventi. Un piano da 26 miliardi
Ecco i principali interventi La manovra economica per il 2027, approvata dal Consiglio dei ministri, prevede uno stanziamento complessivo di circa 26 miliardi di euro. Il provvedimento punta a sostenere famiglie, lavoratori e imprese attraverso interventi fiscali, incentivi occupazionali e maggiori investimenti nei servizi pubblici.
Una delle misure centrali riguarda l’Irpef: il secondo scaglione viene esteso fino a 55 mila euro di reddito annuo, con un’aliquota del 33%.
Per alcuni contribuenti il risparmio potrà raggiungere i 500 euro all’anno. Per i giovani lavoratori è prevista, entro specifici limiti di reddito, una tassazione dell’1% sugli aumenti salariali. Inoltre, la soglia per accedere al regime forfettario delle partite Iva sale da 85 mila a 100 mila euro, mentre per gli under 30 il limite di esenzione dei fringe benefit aumenta a 2.000 euro.
Sul fronte del lavoro, vengono prorogati fino alla fine del 2027 gli sgravi contributivi per le assunzioni stabili di giovani, donne e lavoratori nelle Zone economiche speciali. Le imprese potranno beneficiare anche di maggiori deduzioni fiscali. È confermata, inoltre, l’imposta agevolata del 5% sugli aumenti retributivi previsti dai rinnovi dei contratti privati.
Per favorire l’accesso alla casa, la cedolare secca sugli affitti a canone concordato scende al 5%, mentre per gli immobili locati a giovani fino a 35 anni è prevista un’aliquota dell’1%. Restano attive anche le detrazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia.
La sanità riceverà 3,4 miliardi aggiuntivi, portando il Fondo sanitario nazionale a 146,3 miliardi nel 2027. Tra le altre novità figura l’esenzione permanente dal bollo per le auto fino a 80 kW e per i motocicli, una misura che potrebbe interessare circa il 70% dei veicoli circolanti in Italia.
Sono previsti anche finanziamenti per migliorare il riscaldamento e il raffrescamento delle scuole e l’efficienza energetica di università e ospedali, con fondi erogati dal 2028.
Le coperture economiche arriveranno da maggiori entrate fiscali e settoriali, oltre che da contributi richiesti ai ministeri. Il testo passerà ora all’esame del Parlamento, che potrà modificarlo prima dell’approvazione definitiva entro fine anno.