
Moschea a Torino, Forza Italia all’attacco: “Lo Russo ha concesso il via libera, ma ai torinesi non ha dato le risposte. La libertà di culto non è una cambiale in bianco”
Moschea a Torino, Forza Italia all’attacco: “Lo Russo ha concesso il via libera, ma ai torinesi non ha dato le risposte. La libertà di culto non è una cambiale in bianco”
«Prendiamo atto del rilascio del permesso di costruire per il nuovo centro islamico nell’ex Fonderia Nebiolo. Rispettiamo la libertà religiosa garantita dalla Costituzione e il diritto dei musulmani torinesi a pregare in luoghi dignitosi e autorizzati. Ma davanti a un intervento da circa 17 milioni di euro, con una moschea per un migliaio di fedeli, minareto, studentato, biblioteca e spazi culturali, pretendiamo trasparenza assoluta». Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, Marco Fontana, segretario cittadino, Federica Scanderebech, capogruppo degli azzurri in Sala Rossa e Domenico Garcea, vicepresidente del Consiglio comunale di Torino.
«Lo Russo presenta il progetto come una conquista indiscutibile e vorrebbe sottrarlo al confronto politico. Ma quando si trasforma un complesso pubblico concesso per 99 anni e si realizza uno dei maggiori centri islamici d’Italia, fare domande non significa alimentare paure: significa amministrare seriamente» affermano i quattro esponenti di Forza Italia.
«Chiediamo se l’ex Fonderia Nebiolo sia davvero il luogo adatto. L’area tra via Bologna e corso Novara presenta già criticità legate a sicurezza, degrado, traffico e servizi. Sono stati valutati i flussi di mille fedeli e degli studenti? Quanti parcheggi saranno disponibili? Come verranno gestiti mobilità, ordine pubblico, rumore e convivenza con i residenti? Il permesso di costruire non cancella queste domande» spiegano gli azzurri.
«Un unico grande luogo di culto autorizzato e sottoposto a regole trasparenti può essere preferibile alla proliferazione di sale inadeguate. Ma Lo Russo chiarisca se il nuovo centro servirà davvero a concentrare le attività e se saranno chiusi i luoghi irregolari, abusivi o privi delle necessarie condizioni di sicurezza. Non sarebbe accettabile ritrovarsi con la grande moschea in aggiunta a tutti gli altri punti» denunciano Scanderebech e Garcea.
«C’è poi il tema dei finanziamenti. La stampa riferisce da tempo di un coinvolgimento del re del Marocco nel sostegno economico al progetto. Lo Russo ha verificato provenienza dei fondi, finanziatori, importi e condizioni? Chi controllerà la futura gestione della moschea e del centro culturale? Quali garanzie ci sono sull’autonomia dell’istituzione, sulla formazione degli imam e sul rispetto dei principi costituzionali? Su 17 milioni di euro servono documenti pubblici, non rassicurazioni verbali» chiosano Rosso e Fontana.
«Rivendichiamo infine il principio di reciprocità. Non chiediamo di limitare la libertà dei musulmani in Italia, ma che la stessa libertà sia garantita concretamente ai cristiani e alle altre minoranze nei Paesi che finanziano grandi centri religiosi sul nostro territorio. Il dialogo interreligioso non può funzionare a senso unico». Questo l’attacco più duro dei segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.
«Lo Russo ha scelto di procedere senza un vero confronto pubblico con la città e con il quartiere. Ora pubblichi il piano finanziario, chiarisca governance e controlli, presenti lo studio su traffico e parcheggi e dica quale sarà il destino degli altri luoghi di preghiera. La libertà di culto è un diritto che difendiamo. Trasparenza, sicurezza e reciprocità sono doveri che il sindaco non può eludere» concludono Rosso, Fontana, Scanderebech e Garcea.