
Piemonte – I medici smentiscono Cirio: “Ospedali al collasso, peggio che a Marzo: lockdown inevitabile”
I medici piemontesi smentiscono il presidente della Regione Ciro che aveva invocato un’ ulteriore analisi dei dati, a suo avviso in miglioramento.
Non la pensano così i medici del territorio, che in una nota diffusa ieri hanno comunicato la propria posizione:
“Gli studenti, i commercianti, i ristoratori devono sapere che con questo sacrificio contribuiranno a salvare delle vite. Noi medici ce la metteremo tutta per fare lo stesso, ma avevamo avvertito: mai più come a marzo. Invece: peggio di marzo. Il nuovo lockdown è la risposta a quanto avevamo chiesto”. E’ il messaggio di Anaao Assomed Piemonte, associazione dei medici e dei dirigenti nazionali piemontesi.
Gli ospedali per l’associazione sono al collasso.
“Adesso gli ospedali sono al collasso – continua il comunicato – “c’è il concreto rischio di non riuscire a curare i malati. E questo per un medico sarebbe davvero la pena maggiore: dover decidere chi curare. Gli effetti delle nuove restrizioni si vedranno tra 15 giorni, e per 15 giorni dovremo trattare i pazienti negli ospedali da campo, sperando che dopo vada meglio. Ora la situazione è critica – prosegue l’associazione dei medici -: il contact tracing è saltato, i pronto soccorso continuano a vicariare le carenze del Territorio, i medici ospedalieri sono pochi, stanchi e nonostante tutto gestiscono una seconda ondata pandemica peggiore della prima”.
L’associazione, infine, chiede che le “scuole medie rimangano aperte per i lavoratori essenziali, in modo che i sanitari possano lavorare sapendo dove lasciare i figli minori. Chiediamo che il Territorio faccia finalmente la sua parte. Pretendiamo che chi gestisce la Sanità tuteli i medici ospedalieri, perché adesso, come a marzo, siamo noi che stiamo curando la popolazione“.