Piemonte – Il marchio storico Bialetti diventa cinese. Ma Elkann non c’entra nulla: ecco perché

01/04/2025

Piemonte – Il marchio storico Bialetti diventa cinese

Il celebre marchio italiano Bialetti, simbolo della cultura del caffè con le sue rinomate moka, si appresta a cambiare proprietà. L’azienda ha confermato le trattative in corso per la cessione della quota di maggioranza a investitori asiatici, specificatamente alla società lussemburghese Nuo Capital, guidata dall’imprenditore hongkonghese Stephen Cheng.
La comunicazione ufficiale è arrivata dopo una richiesta di chiarimenti da parte della Consob, l’autorità italiana di vigilanza sui mercati finanziari, in seguito alla diffusione di indiscrezioni riguardanti l’operazione.
Smentite le voci su altri investitori

Bialetti ha smentito categoricamente il coinvolgimento nell’affare della holding Exor, appartenente alla famiglia Agnelli e guidata da John Elkann. Alcune testate avevano erroneamente riportato che Nuo Capital fosse controllata per il 50% da Exor, circostanza rivelatasi infondata.
Parimenti, la società ha negato la partecipazione all’operazione di Jakyval, entità finanziaria legata alla famiglia Guerrand Hermes.
I dettagli dell’accordo in fase di definizione
In un comunicato ufficiale, Bialetti ha precisato: “Sono in corso negoziati esclusivamente con la società di diritto lussemburghese Nuo Capital per l’acquisizione, attraverso uno o più veicoli societari, di una partecipazione di controllo nel capitale sociale di Bialetti”.
Secondo gli esperti finanziari di Intermonte, l’operazione dovrebbe comportare il passaggio delle quote attualmente detenute da Francesco Ranzoni (50%) e da Sculptor holding (19,5%) alla Nuo Capital.
Un nuovo capitolo per un’icona italiana
Dopo un periodo di difficoltà finanziarie, la storica azienda italiana, fondata a Ossegna nel 1919 e divenuta famosa anche grazie alle pubblicità televisive del Carosello, sembra quindi avviarsi verso un nuovo capitolo della sua storia centenaria.
L’operazione rappresenterebbe l’ultimo passaggio del processo di dismissione già annunciato nei mesi scorsi e previsto dal nuovo accordo di ristrutturazione aziendale. Tuttavia, Bialetti ha tenuto a precisare che, contrariamente a quanto riportato da alcuni media, la cessione non rientrerebbe “in un processo di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario”.
Aspetti economici ancora in discussione
La società ha sottolineato che, in caso di conclusione positiva della trattativa, “procederà al rimborso di parte del proprio indebitamento finanziario, mentre la parte residua sarà oggetto di rifinanziamento. L’acquirente provvederà inoltre al rafforzamento patrimoniale di Bialetti”.

Bialetti ha inoltre smentito le valutazioni circolate su alcuni media, che stimavano il valore dell’offerta di acquisto intorno ai 170 milioni di euro. L’azienda, che possiede stabilimenti produttivi in Italia e in Turchia, ha una capitalizzazione di mercato di 37,5 milioni di euro e un fatturato di circa 150 milioni, ha definito tali cifre “fuorvianti e non rappresentative della struttura ipotizzata dell’operazione”.

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