Sempre più persone vivono a Torino e lavorano a Milano: per il caro affitti è boom di pendolari: “Milano è troppo cara, Torino è meglio”

28/05/2026

Sempre più giovani professionisti scelgono di vivere a Torino pur lavorando a Milano, dando vita a un fenomeno di pendolarismo quotidiano in costante crescita.

Secondo Bloomberg, i viaggi tra le due città sarebbero quasi triplicati dal 2010, trasformando quella che un tempo appariva una scelta estrema in una soluzione ormai abituale per molti trentenni impiegati nel mondo della finanza, della consulenza, del diritto e del management.

Ogni mattina decine di lavoratori partono dal capoluogo piemontese diretti verso Milano con computer portatili e smartphone alla mano, per poi rientrare la sera. Alla base di questa scelta c’è soprattutto il costo sempre più elevato della vita nel capoluogo lombardo. Come riassume efficacemente Bloomberg, “Milano è troppo cara, Torino è meglio”. Negli ultimi anni il divario immobiliare tra le due città è cresciuto in modo significativo: acquistare casa a Milano costa ormai oltre due volte e mezzo rispetto a Torino, mentre gli affitti sono aumentati fino a raggiungere cifre difficilmente sostenibili anche per chi possiede stipendi medio-alti.

Nel 2016 i prezzi delle abitazioni milanesi erano inferiori ai 4mila euro al metro quadrato, mentre oggi sfiorano i 6mila. Torino, invece, ha registrato aumenti molto più contenuti. Lo stesso vale per gli affitti: nel capoluogo lombardo il costo medio è passato da circa 15 a oltre 22 euro al metro quadrato, mentre sotto la Mole si aggira intorno ai 13 euro. Per molti giovani professionisti il compromesso è diventato inevitabile: affrontare il viaggio quotidiano piuttosto che destinare gran parte dello stipendio all’affitto.

A rendere possibile questa nuova organizzazione della vita lavorativa è stata soprattutto l’alta velocità ferroviaria. I circa 140 chilometri tra Torino e Milano vengono ormai percepiti come una distanza facilmente gestibile. Il treno si è trasformato in una sorta di ufficio mobile, dove i pendolari lavorano al computer, partecipano a riunioni online o preparano documenti durante il viaggio.

Dietro questo fenomeno c’è anche il cambiamento economico e sociale vissuto da Milano negli ultimi anni. La città ha attirato investimenti internazionali, manager stranieri e professionisti rientrati dall’estero, contribuendo a una forte crescita del mercato immobiliare. Bloomberg paragona ormai Milano a metropoli come Londra o San Francisco, dove il costo delle case ha progressivamente allontanato il ceto medio dalle aree centrali.

Torino, al contrario, viene vista sempre più come una città più vivibile, meno congestionata, con spazi verdi e costi ancora accessibili. Ma il pendolarismo quotidiano comporta anche difficoltà: ritardi ferroviari, abbonamenti costosi e stanchezza fanno parte di una routine sempre più diffusa. Ma il fenomeno continua ad aumentare, perché oggi il vero privilegio sembra essere riuscire ad avere una casa sostenibile senza rinunciare alle opportunità lavorative offerte da Milano.

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