08/02/2019

Cronaca

Serata di guerriglia a Torino dopo lo sgombero del centro sociale – Bombe carta e fiamme, sei arresti

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24 ore di contestazioni, fra inseguimenti, bidoni rovesciati o dati alle fiamme, bombe carta, cariche della Polizia e antagonisti in strada per protestare contro lo sgombero dopo 25 anni dell’Asilo Okkupato, l’ex scuola materna di via Alessandria 12, a Torino, quartiere Aurora.
Contestazioni iniziate da quando una decina di componenti dell’Asilo sono riusciti a sfuggire temporaneamente al blitz, rifugiandosi sul tetto della struttura.

Quindi il corteo, organizzato con un tam tam sui social e con annunci da Radio Black Out: partenza da piazza Castello e arriva in corso Regina: con annesse cariche delle forze dell’ordine e fiamme in strada: il bilancio della serata di ieri, con un nuovo corteo che ha attraversato corso Palermo, composto da 250 antagonisti, è di di sei persone arrestate con varie accuse: dalla resistenza a lesioni a pubblico ufficiale. Un’attivista ha colpito con una bastonata il braccio del questore vicario Carmine Grassi ed è stata denunciata.

Ancora fiamme fra corso Regina, piazza Santa Giulia e Porta Palazzo.
Il blitz della polizia, scattato nella mattinata di ieri, è stato compiuto per eseguire sette ordinanze di custodia cautelare in carcere. Questa l’accusa ai 7 antagonisti “aver promosso, costituito, organizzato e partecipato a un’associazione sovversiva con sistematici atti di violenza e e intimidazione nei confronti delle imprese impegnate nella gestione delle strutture di accoglienza”.
Proprio all’Asilo Okkupato sarebbero stati organizzati alcuni dei i 21 attentati con finalità eversive fatti in diverse città italiane negli ultimi anni: plichi esplosivi destinati a ditte e fornitori dei Cie o alle Poste Italiane, proprietaria della compagnia aerea «Mistral Air», utilizzata per rimpatriare gli stranieri espulsi.
Le indagini sono state avviate lo scorso anno dalla Digos di Torino, coordinate dalla Procura della Repubblica, con il supporto del “Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno” della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Accuse pesanti: si parla di un’associazione stabile, duratura nel tempo, con ripartizione di compiti, munita di basi logistiche e mezzi. Fra le azioni contestate anche quella di aver messo gli ordigni esplosivi ritrovati il 30 aprile e il 9 giugno davanti al bancomat degli uffici postali a Torino.
Fra i commenti arrivati in giornata sull’esito delle operazioni, si è fatto sentire anche il ministro dell’ Interno Matteo Salvini che ha accolto con soddisfazione lo sgombero della struttura dopo 25 anni:

“Centro sociale finalmente sgomberato e teppisti in galera. Dalle parole ai fatti” – ha dichiarato il vicepremier.

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