Tim Cook ha lasciato Apple: “Com’è possibile che oggi l’azienda valga di più, ma conti di meno?” L’analisi

07/09/2026

Dal 1° settembre 2026 Tim Cook non è più amministratore delegato di Apple dopo quindici anni alla guida dell’azienda. Il suo posto è stato preso da John Ternus, mentre Cook assume il ruolo di Executive Chairman. Durante il suo mandato, Apple è cresciuta enormemente, passando da un valore di circa 350 miliardi a oltre 4.000 miliardi di dollari. Cook ha garantito efficienza, stabilità e una gestione finanziaria straordinaria, trasformando l’eredità di Steve Jobs in una macchina industriale di enorme successo.

Apple oggi vale molto più di allora, ma avrebbe perso parte della sua capacità di innovare. Prodotti come Apple Watch e AirPods hanno avuto successo, ma non hanno rivoluzionato il mercato come Mac, iPod, iPhone e iPad. Il progetto dell’auto è stato abbandonato, Vision Pro non è diventato un prodotto di massa e l’azienda appare in ritardo nel settore dell’intelligenza artificiale.

“Tim Cook lascia Apple, com’è possibile che oggi valga di più, ma conti di meno? – è il quesito che pone Andrea Longhi, founder e CEO di Nexus ed esperto del settore – “Dopo quindici anni ha lasciato la guida dell’azienda a John Ternus, assumendo il ruolo di Executive Chairman, si è chiusa un’era. Cook  analizza Longhi – “consegna un’Apple enormemente più ricca di quella ricevuta da Steve Jobs. Una società che, sotto la sua guida, è passata da circa 350 miliardi a oltre 4.000 miliardi di dollari di valore. È stato un manager impeccabile, probabilmente uno dei migliori della sua generazione.

Ha portato ordine, efficienza, solidità, ha trasformato l’eredità di Jobs in una macchina industriale e finanziaria quasi perfetta. Ma la verità è che Apple oggi vale molto di più e conta molto di meno. Cook ha lanciato prodotti di successo. Apple Watch e AirPods sono risultati indiscutibili. Ma Apple non ha più aperto una categoria capace di cambiare il mercato come fecero…. Mac, iPod, iPhone e iPad.

– La Apple Car non è mai nata.
– Il Vision Pro non è diventato il prodotto di massa che avrebbe dovuto aprire una nuova era.
– Apple non ha costruito alcuna presenza reale nei social media e, sull’intelligenza artificiale, si è ritrovata a inseguire.

“Il prossimo iPhone – continua Andrea Longhi – “venderà comunque milioni di pezzi, non perché sarà rivoluzionario, ma perché siamo ormai profondamente legati a un ecosistema costruito molti anni fa… foto, backup, messaggi, app, dispositivi, abitudini, identità. Cambiare smartphone significherebbe quasi traslocare la propria vita digitale, uscire da Apple è diventato più simile ad abbandonare una religione che a cambiare telefono. Ma quella religione ha perso da tempo il suo profeta e oggi cambia anche il suo grande amministratore. Steve Jobs non era soltanto un visionario, era forse uno dei più grandi esperti di brand positioning della storia. Sapeva leggere la mente collettiva, intuire dove si stava spostando l’attenzione e costruire un prodotto capace di occupare per primo quella posizione. È anche per questo che gli investitori sono disposti a riempire di miliardi chiunque ricordi, anche lontanamente, figure come Jobs o Musk. Nel 2025 Tesla arrivò ad approvare per Musk un “interim stock award” in azioni valutato circa 29 miliardi di dollari, pur di trattenerlo e mantenerlo concentrato sull’azienda. Perché trovare un manager capace di amministrare, efficientare e far crescere ciò che esiste è relativamente “facile”. Trovare qualcuno capace di inventare il futuro prima che gli altri riescano persino a vederlo è tutta un’altra cosa. John Ternus eredita un’azienda da oltre 4.000 miliardi di dollari. Ora dovrà dimostrare se sarà il custode del passato più redditizio della tecnologia (sempre che possa continuare a farlo, ne dubito) o l’uomo capace di restituire ad Apple il futuro. La sfida più ardua che si possa affrontare”.

 

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