
Torinesi bloccati da neve e bufera per 2 settimane in Olanda – La vacanza si trasforma in un’Odissea: cosa è successo
Quella che doveva essere una vacanza di pochi giorni per festeggiare il Capodanno si è trasformata in una lunga e faticosa disavventura per quattro amici torinesi rimasti bloccati in Olanda a causa di una violenta ondata di maltempo. Neve, gelo e forti bufere hanno paralizzato per giorni aeroporti e collegamenti, impedendo il rientro in Italia e costringendo il gruppo a prolungare la permanenza ben oltre il previsto.
I protagonisti della vicenda, come ricostruisce Cronaca Qui, sono Francesca, 26 anni di Grugliasco, Stefania, 23 anni di Rivoli, e Carlo ed Elena, entrambi di Collegno. La prima a dover tornare a casa era Francesca, che aveva in programma il volo di rientro il 4 gennaio dopo essere partita il 29 dicembre. La cancellazione iniziale del volo, dovuta alle pessime condizioni meteo, era stata accolta con ironia. Ma il giorno successivo, anche i voli degli altri amici sono stati annullati, facendo capire che la situazione era ben più seria del previsto.
Quello che doveva essere un ritardo di uno o due giorni si è trasformato in una lunga attesa: le cancellazioni si sono susseguite quotidianamente, accompagnate da messaggi della compagnia aerea che annunciavano l’ennesimo stop. Ogni mattina il gruppo si svegliava con la speranza di partire, puntualmente disattesa. Fortunatamente erano ospiti da amici, evitando così spese aggiuntive per l’alloggio, a differenza di altri viaggiatori costretti a pagare notti extra in hotel.
Dopo circa una settimana, con la ripresa parziale dei collegamenti ferroviari, Carlo ed Elena hanno deciso di rientrare in Italia via terra per non rimandare ulteriormente gli impegni di lavoro. Dopo aver chiesto il rimborso del volo, hanno affrontato un viaggio estenuante in treno: quasi venti ore, cinque cambi e costi elevati.
Solo dopo quasi due settimane Francesca e Stefania hanno ottenuto l’autorizzazione al rientro, affrontando un percorso complesso tra treno, aereo e autobus. Dopo tredici giorni di attesa forzata, il ritorno a casa è apparso come la fine di una vera odissea invernale.