
Torino – Aumentano ancora i prezzi di treni regionali e bus extraurbani. Opposizioni all’attacco: “Rincari ingiustificati, è una scelta politica”
A Torino e provincia aumentano ancora le tariffe di treni regionali e autobus extraurbani: dal 1° luglio scatterà un nuovo adeguamento, collegato all’inflazione e previsto da una norma regionale che negli ultimi sei anni ha prodotto rincari complessivi attorno al 20% su biglietti e abbonamenti.
Le opposizioni in Consiglio regionale attaccano la giunta guidata da Alberto Cirio, parlando di aumenti che colpiscono soprattutto pendolari e studenti. Per i consiglieri del Partito Democratico, Alberto Avetta e Nadia Conticelli, si tratta dell’ennesimo aggravio in un contesto in cui, sostengono, costi e imposte crescono mentre i servizi peggiorano.
Il Pd ha ottenuto l’avvio di un ciclo di quattro sedute della commissione Trasporti, dedicate ai diversi quadranti del Piemonte, per analizzare risorse disponibili, investimenti, criteri di distribuzione dei fondi, stato delle infrastrutture, qualità effettiva del servizio, gare e sostenibilità economica del sistema. Nel mirino anche la tessera gratuita per universitari under 26, che ha raggiunto 66mila adesioni: secondo Conticelli andrebbe estesa agli studenti delle superiori per evitare disparità.
Critica pure Alleanza Verdi e Sinistra: la capogruppo Alice Ravinale sostiene che l’adeguamento all’inflazione non sia obbligatorio ma frutto di una decisione politica, ipotizzando che serva a compensare minori risorse statali, stimate in circa 25 milioni per la regione.
L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ridimensiona le polemiche: è in corso, spiega, un confronto tra Regioni e governo per confermare i criteri di finanziamento dello scorso anno, scongiurando tagli. Quanto al lavoro in commissione, assicura che l’ascolto dei territori è già parte del percorso avviato in vista delle prossime gare sul trasporto pubblico locale.