
Torino – Crisi demografica: il Piemonte perde 7mila studenti in un anno. Spariscono 126 classi
Il Piemonte si avvia ad un nuovo anno scolastico segnato ancora una volta dal calo demografico e dalla presenza consistente di insegnanti precari. A settembre torneranno sui banchi 478.571 studenti distribuiti in 515 istituti statali, ma rispetto allo scorso anno ci saranno 7.259 alunni in meno. La diminuzione della popolazione scolastica ha portato alla soppressione di 126 classi, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie. Sebbene il dato sia preoccupante, il calo risulta comunque meno marcato rispetto all’anno precedente, quando gli studenti diminuiti erano stati oltre 8 mila e le classi eliminate 250.
La situazione appare particolarmente evidente a Torino e nella sua provincia, dove gli studenti saranno 241.969, più di 4 mila in meno rispetto allo scorso settembre. Secondo alcuni dirigenti scolastici, il fenomeno è particolarmente forte in alcune zone della città e richiede una programmazione che tenga conto delle conseguenze future del declino demografico.
Parallelamente alla riduzione degli alunni, cresce la presenza di studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali, arrivata al 5% del totale, contro il 4,5% dell’anno precedente. Per favorire una maggiore continuità didattica sono stati confermati 2.792 insegnanti di sostegno, scelti anche sulla base delle richieste delle famiglie.
Nonostante 3.472 nuove assunzioni a tempo indeterminato, il problema del precariato resta significativo: per il nuovo anno sono state assegnate 12.870 supplenze, quasi 7 mila delle quali riguardano Torino e provincia. Il dato comprende anche incarichi ottenuti attraverso l’unione di più spezzoni di orario e posti aggiuntivi nel sostegno.
Secondo l’Ufficio scolastico regionale, considerando queste particolarità, la situazione non sarebbe molto diversa dagli anni passati. I sindacati, invece, prevedono un ulteriore aumento delle supplenze e criticano le politiche di reclutamento, sostenendo che i concorsi non siano sufficienti senza una vera stabilizzazione dei docenti.
«Le supplenze alla fine saranno di più – dichiara Serena Morando, segretaria regionale Flc Cgil Piemonte, ripresa dal Corriere della Sera –. Il nuovo anno si apre con i vecchi problemi ancora più accentuati, la precarietà non è più un’emergenza ma una condizione strutturale. E’ il fallimento delle politiche del reclutamento perché tre concorsi Pnrr uno dietro l’altro non servono se non si stabilizzano i posti in deroga e se le specializzazioni non bastano mai a coprire il fabbisogno sul sostegno».