Torino – Dopo 13 anni di cassa integrazione, Mirafiori riparte subito con un’ora di sciopero, il primo giorno: «Carichi di lavoro non sostenibili» Cosa è successo

05/02/2026

La ripartenza dello stabilimento di Mirafiori, dopo quasi tredici anni di cassa integrazione, è iniziata in modo tutt’altro che tranquillo. Proprio nel primo giorno di piena attività alle Carrozzerie, la produzione della Fiat 500 ibrida si è fermata per un’ora a causa di uno sciopero improvviso che ha bloccato la linea. A incrociare le braccia sono stati una ventina di addetti del reparto montaggio porte, causando lo stop dell’intero ciclo produttivo.

Alla base della protesta ci sarebbero carichi di lavoro giudicati eccessivi e difficili da sostenere. Secondo la Fiom, da settimane alcune postazioni presentano ritmi troppo elevati, senza che l’azienda sia intervenuta per riequilibrare l’organizzazione del lavoro. Il sindacato parla di lavoratori nuovamente sotto pressione e accusa Stellantis di non aver individuato soluzioni adeguate dopo anni di sacrifici legati alla cassa integrazione.

La tensione era emersa già nei giorni precedenti, complice anche un problema tecnico che aveva fatto slittare il riavvio delle linee e le polemiche per le strategie produttive del gruppo all’estero. Nonostante lo sciopero sia durato solo un’ora, l’episodio pesa su una fase che avrebbe dovuto segnare il rilancio del sito torinese, anche alla luce delle 440 nuove assunzioni annunciate.

L’azienda, dal canto suo, ha ribadito l’impegno su Torino e sull’Italia, sottolineando il ritorno della 500 ibrida a Mirafiori e i nuovi progetti industriali in corso. Lo stop produttivo non dovrebbe incidere sulla strategia complessiva, ma riaccende il confronto sindacale in vista della manifestazione unitaria dei metalmeccanici prevista nei prossimi giorni nel capoluogo piemontese.

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