
Torino eccellenza nella ricerca – Guida la rivoluzione microbica: 40mila risorse mappate. Il grande risultato di UniTO
Torino eccellenza nella ricerca – Guida la rivoluzione microbica: 40mila risorse mappate
L’Università di Torino ha celebrato la conclusione e i traguardi raggiunti con il progetto PNRR SUS – MIRRI.IT (Strengthening the United Science Microorganisms Research Infrastructure Italy). L’iniziativa ha permesso di potenziare l’infrastruttura di ricerca nazionale dedicata alle risorse microbiche, consolidando una rete d’eccellenza che connette oltre 100 collezioni di microrganismi per rispondere alle sfide globali della sicurezza alimentare, della salute pubblica e della transizione ecologica.
La Rettrice dell’Ateneo torinese, Cristina Prandi, esprimendo orgoglio per il coordinamento di un progetto del valore di 17 milioni di euro, ha sottolineato come UniTo abbia saputo guidare con successo una compagine di 15 partner tra università e centri di ricerca (come CNR ed ENEA).
“Una parte decisiva dell’innovazione nasce da ciò che non vediamo – ha spiegato Prandi. I microrganismi (batteri, funghi, lieviti) ne sono un esempio evidente: presenti ovunque, ma spesso fuori dal nostro sguardo. La sfida oggi non è solo studiarli, ma renderli accessibili, condivisibili e utilizzabili. È qui che entrano in gioco le infrastrutture di ricerca.
Il progetto Sus-Mirri.IT, coordinato dall’Università degli Studi di Torino, rappresenta un passaggio chiave in questa direzione:
un’infrastruttura nazionale, parte della rete europea MIRRI-ERIC, che connette biobanche, competenze e tecnologie per rendere accessibili le risorse microbiche alla ricerca e all’innovazione.
Oltre 43.000 risorse microbiche mappate, più di 150 servizi scientifici avanzati, 29 istituzioni coinvolte.
Ma il punto non sono solo i numeri. È la funzione strategica.
Questa infrastruttura abilita la bioeconomia, sostiene filiere che vanno dall’agroalimentare alla salute, e consente alle imprese, soprattutto PMI, di accedere a tecnologie e competenze avanzate, riducendo tempi e costi dell’innovazione: è una leva di competitività e di politica industriale.
Per questo l’Università di Torino rivendica il proprio ruolo:
coordinare infrastrutture di rilevanza europea e costruire un sistema integrato capace di connettere ricerca, imprese e territorio.
Un risultato reso possibile anche grazie al coordinamento scientifico della Prof.ssa Giovanna Cristina Varese, a cui va un sincero ringraziamento per il lavoro svolto e per la visione che ha saputo imprimere al progetto.
Grazie infine a tutte le istituzioni partner, alle ricercatrici e ai ricercatori, al personale tecnico e amministrativo che hanno contribuito a questo risultato”.