Torino – Il Piemonte terzo in Italia per presenza di multinazionali, sono oltre 4mila. Confindustria “Aiutiamole ad investire”

19/10/2022
Torino – Il Piemonte è al terzo posto in Italia per presenza di multinazionali con 4.381 unità locali di imprese a controllo estero che occupano 150mila addetti. Le grandi imprese a controllo estero rappresentano oltre un terzo dell’occupazione delle grandi imprese attive in Piemonte. Pur rappresentando numericamente soltanto l’1,3% del totale delle imprese regionali, quelle estere contribuiscono a quasi al 18% della creazione del valore aggiunto regionale, con un picco del 20,4% nel settore dell’industria. La propensione ad investire in asset intangibili è particolarmente elevata per il capitale umano, elevato anche l’impegno in sostenibilità ambientale, con un forte coinvolgimento dei fornitori. Le imprese a controllo estero presenti nella regione sono anche ai vertici per combinazione tra innovazione e R&S, entrambe su livelli molto elevati.
Questi alcuni dei dati presentati a Torino nell’incontro “Le imprese a capitale estero e il rilancio del territorio”, promosso da Confindustria, Confindustria Piemonte e Regione Piemonte per evidenziare le attività e le iniziative avviate per dare attuazione al Protocollo d’intesa per il consolidamento e l’attrazione degli investimenti esteri sottoscritto nel maggio 2021. In questa congiuntura economica è fondamentale puntare alla retention delle imprese estere, lavorando per poter migliorare il business environnement in termini di infrastrutture, ambiente regolatorio e supporto alle imprese. Innanzitutto, sarebbe fondamentale definire un metodo di lavoro che agevoli il confronto tra tutti gli stakeholders pubblici e privati, istituendo un tavolo di monitoraggio e confronto tra imprese, Regione, Ceip, Comuni e altri enti del territorio, per condividere l’avanzamento per ciascuna area di lavoro a partire da quelle che saranno considerate collegialmente prioritarie.
“Le imprese straniere che operano in Piemonte, come dimostrano i dati che state presentando, rappresentano un valore aggiunto determinante per il nostro sistema economico. Allo stesso tempo, mi preme sottolineare, come anche il nostro tessuto imprenditoriale abbia saputo costruire ulteriori possibilità di sviluppo attorno a queste imprese” commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. “Se molto abbiamo da imparare da chi è arrivato dall’estero, credo però che anche chi viene a insediarsi in Piemonte, trovi possibilità e condizioni materiali e immateriali, che in Europa sono merce rara – aggiunge – certamente dobbiamo continuare a lavorare, fare di più è sempre possibile. Delle proposte che stanno emergendo, molte sono già state condivise con la Regione, così come siamo disponibili a partecipare a ogni ulteriore sforzo che emergerà a sostegno del sistema economico”.
“Le imprese a capitale estero in Italia sono un partner indispensabile per la crescita e lo sviluppo del Paese. In un contesto complesso e mutevole come quello attuale, è importante ascoltare attentamente le loro esigenze e poter di conseguenza agire con rapidità e decisione. Proprio per questo è ancor più fondamentale intraprendere iniziative mirate alla loro retention” dichiara la Vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, Barbara Beltrame Giacomello. “Il Piemonte è una delle regioni con il tessuto industriale più solido, dove la presenza delle multinazionali è ricca e diversificata in settori diversi. La combinazione delle competenze locali con quelle manageriali di alto livello – prosegue – tipiche delle imprese a capitale estero, produce tangibili effetti positivi, a livello economico e sociale. Tali effetti devono essere considerati la base di una relazione virtuosa ed efficace per il territorio, per la regione e per il Paese stesso”.
“Per struttura economica, filiere e posizione geografica privilegiata, il Piemonte ha da sempre guardato all’Estero per sviluppare la propria economia. Di volta in volta, apprendendo, sviluppando e condividendo politiche economiche e scelte d’impresa. L’innovazione, oggi come due secoli orsono, non si crea lavorando da soli, ma respirando e condividendo scelte ambiziose” dichiara il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay. “Questo cammino non può prescindere dalle imprese straniere presenti in Piemonte – prosegue – e per questo vogliamo sviluppare il documento siglato nel 2021 per aumentare la conoscenza del ruolo e delle potenzialità derivanti dalle imprese a capitale estero, promuovendo l’istituzione di una funzione di supporto, aumentando le sinergie tra imprese a capitale estero, Pmi locali e le agenzie nazionali e le strutture regionali non solo per farle crescere nelle loro attività ma anche per renderle ambasciatrici di successo sul ruolo che la nostra regione e la sua industria possono giocare nello sviluppo futuro”.
Nel corso dell’evento, è stato presentato il secondo volume dell’Osservatorio Imprese Estere (www.impreseestere.it) per accrescere la conoscenza del ruolo e delle potenzialità delle imprese a capitale estero. Nel testo sono state identificate sei priorità su cui lavorare:
1)      Risorse e incentivi: misure e bandi per le imprese
2)      Catalogo per l’offerta localizzativa “100 aree per il Piemonte”
3)      Snellimento delle procedure
4)      Formazione
5)      Sviluppo delle reti e maggiori connessioni con le filiere
6)      Costruzione dell’offerta, comunicazione e promozione
Di immediata elaborazione deve essere un Vademecum Procedurale che illustri le procedure, i tempi massimi e minimi, i documenti da presentare per l’ottenimento dei permessi di costruzione, non solo per insediamenti ex novo, ma anche per gli interventi di “riuso”. Opportuno e altrettanto urgente deve essere l’esame del quadro normativo/burocratico per una semplificazione del sistema. L’obiettivo è assicurare e rendere chiari agli investitori incentivi e agevolazioni economiche. Si devono potenziare le risorse finanziarie destinate all’attrazione investimenti, predisporre misure per progetti Paese che prevedano formazione, assesment aziendale, progetti B2B, missioni imprenditoriali e incoming dei buyer, progetti Integrati di Filiera (PIF). La Regione può lavorare su contenuti settoriali d’impatto, sui fattori attrattivi peculiari in occasione di eventi e iniziative di portata internazionale. Vanno sviluppati i sistemi di rete territoriali, promozione di filiere locali (local for local), far “parlare” di più pmi e grandi imprese. Per la formazione vanno avviati investimenti su upskilling e reskilling e potenziamento dei percorsi formativi con il rafforzamento degli Its e il raccordo con le Academy. Si deve puntare alla riproposizione del programma di Apprendistato di alta formazione e ricerca, sui percorsi di Dottorato Industriale per il personale delle imprese, sulla promozione di programmi per la mobilità temporanea di ricercatori appartenenti agli organismi di ricerca e alle grandi imprese presso le pmi interessate.

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