
Torino – In Piemonte i dipendenti sono sempre più anziani. Lavoratori fra i più ‘vecchi’ d’Italia
In Piemonte l’età dei dipendenti continua a salire e la regione si colloca tra quelle con i lavoratori più anziani d’Italia. A certificarlo sono i dati 2024 della Cgia di Mestre, che mostrano come oggi un occupato su tre nel settore privato abbia superato i 50 anni.
Il caso più emblematico è Biella, che si posiziona al terzo posto a livello nazionale per età media dei lavoratori dipendenti: 43,53 anni, ben oltre la media italiana di 42. Ancora più significativo è il dato sugli over 50, che rappresentano il 38,9% del totale, contro il 32,7% del Paese. Numeri peggiori si registrano solo a Potenza e Terni. Non se la passano molto meglio altre province piemontesi come Alessandria, con un’età media di 43,06 anni, e Asti, ferma a 42,78. La realtà più “giovane” della regione è invece Cuneo, dove l’età media scende a 41,26 anni, collocandosi comunque solo al 92° posto su 107 province italiane.
Secondo l’ufficio studi della Cgia, coordinato da Paolo Zabeo, l’invecchiamento non è soltanto una questione demografica, ma rappresenta un freno concreto allo sviluppo economico, soprattutto per le piccole e micro imprese. Il ricambio generazionale nel mercato del lavoro procede a rilento: chi va in pensione non viene rimpiazzato da un numero adeguato di giovani e questo squilibrio rischia di diventare strutturale. Le conseguenze sono operative prima ancora che occupazionali: la scarsità di personale limita la produzione e rende complicato coprire ruoli strategici, in particolare nei settori tecnici e manifatturieri.
Le criticità maggiori riguardano edilizia, facchinaggio, autotrasporto e tutte quelle attività che richiedono turni notturni o lavoro fisicamente impegnativo. Nei cantieri, alla guida dei mezzi pesanti e in fabbrica l’età avanzata degli addetti non è più un’eccezione, ma la norma. Oltre a ridurre la capacità produttiva, una forza lavoro anziana comporta costi più elevati: aumentano infortuni, problemi di salute, assenze e spese assicurative, rendendo le imprese più fragili e meno competitive.