
Torino, la nuova scoperta sul Carnevale di Ivrea – Ecco a quando risale davvero la prima edizione: “Ha 8 secoli”. Il documento storico
La storia del Carnevale di Ivrea si allunga di molti secoli e riscrive le sue origini grazie a una recente scoperta che ne colloca la nascita addirittura nel XIII secolo. La manifestazione, oggi celebre a livello internazionale, può infatti vantare oltre otto secoli di vita. La nuova data ufficiale è dicembre 1246, come attestato da un documento rinvenuto nell’archivio diocesano: un contratto stipulato tra un dissodatore e il vescovo di Ivrea, nel quale i lavori agricoli dovevano essere conclusi “prima del Carnevale”, prova evidente che la ricorrenza era già consolidata.
Le fonti successive arricchiscono il racconto. Un atto del 1433, conservato nell’Archivio comunale e trascritto negli Statuti del Comune, testimonia l’intervento delle autorità cittadine per contenere i disordini causati dalle mascherate giovanili durante le festività invernali. Qualche decennio dopo, nel 1494, un maestro chiese ufficialmente di vietare agli studenti di travestirsi, poiché gli insegnanti erano spesso bersaglio degli scherzi carnevaleschi.
Tra Quattrocento e Cinquecento nacquero le cosiddette “badie” giovanili, gruppi organizzati che avevano il compito di regolare le celebrazioni, anticipando strutture simili all’attuale Stato Maggiore del Carnevale. Nel tempo la festa si è trasformata in un vero rito civico, influenzato da elementi religiosi, politici e culturali. Nel Settecento compare persino il nome di un Abbà-Generale, Giovanni Michele Scala, impegnato nel 1761 nella preparazione dell’edizione successiva, molto prima del 1808, anno finora considerato l’inizio ufficiale grazie alla redazione dei primi verbali.
Anche le leggende più note vengono ridimensionate: il racconto della rivolta contro il tiranno e lo jus primae noctis nasce come costruzione simbolica per rafforzare il prestigio di Ivrea in un periodo di declino rispetto a Torino. Allo stesso modo, la celebre battaglia delle arance ha origini ottocentesche come gioco popolare, diventando col tempo l’evento simbolo del Carnevale.
La scoperta è il risultato del lavoro degli studiosi Gabriella Gianotti, Franco Quaccia e Danilo Zaia, incaricati dalla Fondazione dello Storico Carnevale su mandato del Consiglio comunale. Un’indagine che cambia radicalmente la narrazione della festa.