Torino – La nuova vita di Johnson dei Righeira: dai dischi ai filari dell’Erbaluce. Ora è produttore di vino: “Vamos alla vigna”

28/08/2023

Torino – La nuova vita di Johnson dei Righeira: dai dischi all’Erbaluce “Vamos alla vigna”

L’icona musicale degli anni ’80, Stefano Righi, noto come Johnson Righeira, ha intrapreso un nuovo capitolo nella sua vita. Dopo aver dominato le classifiche con hit come “Vamos a la playa”, oggi Righi ha trovato una nuova passione nelle colline del Canavese: la viticoltura.

Il musicista torinese, stanco della vita frenetica della città, ha scoperto un angolo di paradiso in Canavese, lontano dall’agitazione di Torino. Trasferitosi in campagna cercando una fuga dai ritmi cittadini, si è innamorato del paesaggio e del lavoro tra le vigne, tanto da prendere in affitto filari di uva Erbaluce e iniziare la produzione del proprio vino. Righi paragona il suo entusiasmo per la vinificazione alla passione che aveva per la musica negli anni ’80, e mira a creare un vino unico e autentico, avvalendosi dell’aiuto di esperti del settore.

Nonostante questo cambiamento di vita, la musica non l’ha mai realmente lasciato. Ha fondato la sua etichetta, Kottolengo Recordings, e sta lavorando a una speciale edizione in vinile rosa shocking per celebrare il 40° anniversario di “Vamos a la Playa“. Questa edizione includerà la versione demo originale e cinque remix, un tributo alla canzone che, come afferma, ha cambiato la sua vita.

Con questa nuova etichetta, Righi mira a tornare alle sue radici musicali, questa volta come produttore. Rimane grato per ciò che la musica gli ha dato e ora, tra un impegno musicale e l’altro, ritrova pace e serenità tra le sue vigne.

«Tra le colline del Canavese e tra i miei filari di Erbaluce sono rinato. Ho scoperto una nuova vita a cui mi sono appassionato e di cui non farei più a meno» – ha raccontato al Corriere della Sera – «Ho fatto di tutto nella mia vita ma mai e poi mai avrei pensato di trasferirmi a vivere ad Agliè  Stavo solo cercando una via di fuga che mi portasse via da Torino nei fine settimana e la cercavo in campagna. Così i miei amici Daniele e Marzia mi hanno detto di un appartamento libero in un cascinale in canavese. Mi è subito piaciuto. Poi, complice il primo lockdown, una cena a casa loro ho detto: “io sto qui”. Non mi sono più mosso».

“Ho preso in affitto qualche filare che era stato abbandonato — ha aggiunto —. Fare vino è sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto. So che è faticoso ma il desiderio di produrre il mio vino è paragonabile a quello che anni fa avevo di fare musica, tanto per capire. Voglio però fare qualcosa al di fuori degli schemi anche se nel segno della tradizione. Insomma voglio fare un vino buono e unico ed entrare nel settore come entrai nel mondo musicale: gamba tesa e piede a martello. Per questo mi sto avvalendo di professionisti. E’ una sfida che mi piace, non me l’aspettavo».

 

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