
Torino – Palazzo Nuovo chiude per 2 giorni per la manifestazione – E scatta la protesta contro la Rettrice: “L’università è degli studenti”
La decisione dell’Università di Torino di chiudere Palazzo Nuovo per due giorni ha acceso immediatamente la protesta degli studenti, sfociata nell’occupazione dell’edificio. La misura, adottata dalla rettrice Cristina Prandi, è stata motivata ufficialmente da ragioni di sicurezza e mirava a impedire lo svolgimento della festa “Que viva Askatasuna”, iniziativa di sostegno al centro sociale Askatasuna, sgomberato poche settimane prima. Una scelta che però i collettivi universitari hanno interpretato come un atto politico e non neutrale.
Durante un’assemblea, circa un centinaio di studenti appartenenti al Collettivo universitario autonomo, insieme alle associazioni Cambiare Rotta e Studenti Indipendenti, ha deciso di restare all’interno di Palazzo Nuovo anche per la notte, annunciando l’arrivo di molte altre persone nei giorni successivi. Lo slogan scelto, “L’università è degli studenti”, rivendica il diritto alla gestione degli spazi accademici e contesta quella che viene definita un’ingerenza esterna legata a logiche di ordine pubblico e pressioni politiche.
L’occupazione, spiegano i promotori, rappresenta un gesto di riappropriazione simbolica e avviene in piena sessione d’esami. Gli studenti assicurano di non voler ostacolare prove o lezioni, impegnandosi a utilizzare solo le aule non coinvolte nelle attività didattiche ufficiali.
La risposta dell’ateneo è stata netta: l’Università di Torino ha definito l’occupazione una modalità di confronto inaccettabile, perché limita i diritti dell’intera comunità accademica e mette a rischio il regolare svolgimento delle attività. Per questo sono state attivate le procedure per la tutela della sicurezza e del patrimonio, mentre l’amministrazione ha ribadito che qualsiasi dialogo potrà avvenire solo attraverso i canali istituzionali di rappresentanza.