Torino – Po in secca, si va verso il razionamento dell’acqua. Ecco i comuni del Torinese che rischiano

20/06/2022

Sono circa un centinaio di comuni piemontesi coinvolti dalla siccità, molti dei quali si trovano in Canavese: ormai non piove da 110 giorni e la situazione si sta facendo drammatica. Il livello del Po segna un abbassamento di 2,7 metri. È da 70 anni che non si registra una situazione simile. Nei giorni scorsi Paolo Romano, presidente della Smat – Società metropolitana acque Torino – ha scritto al sindaco chiedendo di “emanare un’ordinanza urgente rivolta a tutti i cittadini per richiamarli ad un utilizzo consapevole, vietando ad esempio l’uso di acqua potabile per l’irrigazione di orti e giardini, per il lavaggio di automezzi e quant’altro non sia strettamente necessario ai fini del fabbisogno umano”.

In questo particolare contesto alcune imprese associate a Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende che distribuiscono l’acqua potabile, hanno avanzato la richiesta di sospensione dell’acqua nelle ore notturne. La decisione ultima, di razionamento, spetterà comunque in linea finale ai Comuni con l’emissione di singole ordinanze.
Dal canto suo Confagricoltura Piemonte chiede l’intervento della Regione Piemonte e del Governo per sostenere un comparto che è ormai in evidenti difficoltà prima che la situazione divenga irreversibile.

Come emerge dal Rapporto sullo stato dell’ambiente in Piemonte elaborato dall’Arpa il deficit idrico dell’anno scorso è stato del 18% (rispetto alla norma del trentennio 1971 – 2000); inoltre l’anno 2021 è stato il 15º più caldo degli ultimi 64 anni e tra l’8 dicembre scorso e il 30 marzo 2022 non si sono registrate precipitazioni significative. Il sommarsi di queste condizioni ha creato le premesse per la siccità che stiamo vivendo – sostiene Confagricoltura Piemonte.

“Rammentiamo che il bollettino idrologico mensile dell’Arpa, riferito al mese di maggio emesso il 3 giugno scorso, rileva uno scarto delle portate dei principali fiumi del Piemonte che in alcuni casi arriva all’80% – si legge in una nota -. Il Po a Isola Sant’Antonio ha una portata media mensile di 256 metri cubi al secondo contro una media storica di 796, metri cubi al secondo, con uno scarto del 68%. Il fiume Varaita a Rossana, in provincia di Cuneo, presenta uno scarto delle portate dell’80%, il Sesia a Palestro del 72%”.
Con questa situazione, si spiega, la previsione a tre mesi, in uno scenario di scarsa piovosità, prevede un livello di siccità severa – a parte le aree dell’arco alpino – in tutti i comprensori piemontesi e di siccità estrema nelle aree di pianura.

“La situazione è estremamente preoccupante – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ed evidenzia la necessità di mettere in atto tutte le misure necessarie per recuperare l’acqua piovana e distribuirla nel migliore dei modi. Prima viene il consumo umano, ma subito dopo la risorsa idrica è indispensabile per l’agricoltura, perché senz’acqua è impossibile produrre. Ribadiamo la necessità – aggiunge Allasia – di avviare al più presto la progettazione di nuovi invasi e di realizzarli con urgenza”.
Confagricoltura Piemonte prende atto con soddisfazione che il rapporto dell’Arpa evidenzia il miglioramento delle condizioni di salute delle acque superficiali, dove lo stato chimico è buono per l’89%. Anche le acque sotterranee presentano uno stato chimico che viene definito buono.

“L’agricoltura da anni è impegnata con determinazione nella riduzione dell’impiego di fitofarmaci e fertilizzanti, il cui uso è limitato allo stretto necessario – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – e, ancor di più negli ultimi anni, grazie all’impiego delle nuove tecnologie e delle applicazioni dell’intelligenza artificiale, ha significativamente contribuito alla riduzione delle emissioni. È un impegno che gli agricoltori sostengono con importanti sacrifici, orgogliosi di poter fare la loro parte nel miglioramento dello stato di salute dell’ambiente”.
In Piemonte sono almeno 80 i comuni della Città Metropolitana di Torino che potrebbero essere costretti a ricorrere al razionamento dell’acqua. Tutto dipenderà dai provvedimenti assunti dalla Regione Piemonte e dai sindaci delle località interessate.

A rischio razionamento sono Agliè, Alpette, Andrate, Bairo, Baldissero Canavese, Barbania, Bollengo, Borgomasino, Bricherasio, Cafasse, Canischio, Carema, Caselle, Castellamonte, Chiesanuova, Coassolo, Colleretto Castelnuovo, Colleretto Giacosa, Corio, Cuceglio, Favria, Feletto, Fiano, Fiorano, Forno Canavese, Front, Givoletto, Inverso Pinasca, Issiglio, Lemie, Locana, Loranzè, Lusigliè, Noasca, Nomaglio, Oglianico, Ozegna, Parella, Pertusio, Pomaretto, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Rivara, Rivarolo Canavese, Rocca, Rorà, Rueglio, Salassa, San Carlo, San Francesco, San Germano Chisone, San Gillio, San Martino Canavese, San Maurizio, San Ponso, San Secondo di Pinerolo, Scarmagno, Sestriere, Settimo Vittone, Tavagnasco, Torre Canavese, Val di Chy, Valperga, Vialfrè, Vidracco e Vistrorio.

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