
Torino – Si è insediato il nuovo Arcivescovo, dopo Nosiglia: “Non sono un vate, camminerò insieme a Voi”. Le sue parole
Roberto Repole, torinese, 55 anni è da ieri il nuovo arcivescovo di Torino.
Nel giorno del suo insediamento si è rivolto alla sua comunità: “Non sarò certo un vate, ma camminerò insieme a voi: so che Torino ha subito trasformazioni che hanno causato nuove povertà e diseguaglianze. La nostra è una società molto complessa, che non si può affrontare con superficialità e assenza di dialogo. Ecco, intendo partire da questa convinzione”. Sono le sue prime parole dell’incontro con la stampa. Monsignor Repole è stato consacrato arcivescovo di Torino con una cerimonia in Duomo.
“La nostra sfida – ha aggiunto – “sarà quella di aprirci al confronto, con umiltà e senza paura, come fece Cristo”.
L’Arcivescovo è stato salutato dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo: “Torino ha vissuto – e vive tuttora – tutte le ansie di un territorio fragile – ha detto, il primo cittadino, ripreso dall’Ansa – “La Città e la Diocesi hanno sempre lavorato insieme per dare supporto a chi rimane indietro o si trova in uno stato di difficoltà. Ora dobbiamo – tutti insieme -gettare nuovi solide basi su cui costruire il futuro. Basi ancora più solide, che non dimentichino di mettere al centro la solidarietà, la giustizia sociale, il lavoro e la capacità di generarlo. Un’economia solida, florida, giusta”.
“Abbiamo un lungo cammino da compiere, sfide importanti da affrontare”, ha aggiunto Lo Russo, come riporta l’Ansa – “Viviamo un periodo di transizione, sbaglieremmo a guardare al passato con nostalgia, pensiamo invece al futuro con lo spirito e l’impegno dei costruttori. “Abbiamo il compito di garantire a tutti più benessere e prosperità, abbiamo fiducia che, con il Suo aiuto, questo compito lo affronteremo al meglio. Invito l’Arcivescovo a riprendermi qualora avesse l’impressione che l’Amministrazione stia compiendo scelte sbagliate. Per me il confronto rappresenta un modello fondamentale”