Torino – Si è svolta l’Assemblea dell’ Unione Industriali: “Torniamo a crescere investendo su industria e innovazione”

18/10/2025

Si è svolta questa mattina a Torino l’assemblea annuale dell’Unione Industriali, un appuntamento che ha riunito oltre 800 tra imprenditori e manager per riflettere sul futuro economico e produttivo del territorio. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno — “Torniamo a crescere investendo su industria e innovazione” — sintetizza la direzione indicata dal presidente Marco Gay, che ha guidato i lavori alla presenza di importanti rappresentanti istituzionali: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.

Una visione per il futuro

L’intervento di Gay è stato introdotto da un video realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che ha immaginato come potrebbe apparire Torino nel 2100. Le immagini futuristiche si sono concluse con una riflessione rivolta al pubblico:

“Questo video inizia qui. Inizia qui perché abbiamo una certezza: la nostra ambizione e il nostro impegno sono gli stessi con cui ci siamo lasciati un anno fa (…). Mettere in campo ogni sforzo e ogni energia per contribuire a rendere la nostra città e il nostro territorio luoghi di crescita e innovazione.”

Le incognite globali e la stabilità italiana

Nel suo discorso, il presidente ha manifestato preoccupazione per la situazione internazionale, segnata da tensioni e instabilità:

“Al di là dell’Atlantico si sta imponendo un nuovo codice nel linguaggio diplomatico (…). Ciò che più ci preoccupa è la costante incertezza di quello che è e che sarà.”
Tuttavia, ha evidenziato come “in Italia godiamo di stabilità politica: per noi imprenditori è essenziale”, sottolineando l’importanza dell’Unione Europea, che “deve riformare le politiche, non i princìpi”. Ha quindi richiamato la necessità di ridurre burocrazia e frammentazione, osservando che “siamo fermi a guardare cosa fanno gli altri”.

Riferendosi alla Legge di Bilancio, Gay ha invocato un approccio equilibrato tra rigore e sviluppo:

“Il rispetto dei vincoli comunitari non deve diventare il motivo per non fare (…). Una crescita dello 0,5% non è una vera crescita.”
Ha poi aggiunto che “gli equilibri di finanza pubblica non si tengono senza investimenti e senza crescita”, chiedendo interventi più forti su innovazione, intelligenza artificiale, fiscalità e costo dell’energia.

Il presidente ha ricordato il peso dell’industria italiana, che “vale 510 miliardi di euro, pari al 23,4% del PIL nazionale e al 26% a Torino”. Da qui l’appello a una scelta chiara per il futuro:

“Vogliamo essere ambiziosi o continuare a difenderci?”
Gay ha insistito sulla necessità di una politica industriale “con una visione almeno triennale”, denunciando i limiti di risorse pubbliche insufficienti e la necessità di strumenti come il superammortamento.

Torino, il momento del coraggio

Rivolgendosi alla realtà locale, Gay ha ricordato che “è già da tempo il momento del coraggio”, citando la mobilità come una delle priorità strategiche:

“Abbiamo la filiera, il know how, l’ingegneria e allora abbiamo bisogno che tutti si prendano degli impegni chiari.”
Ha poi valorizzato i risultati delle imprese torinesi:
“In dieci anni le aziende di Torino sopra i 5 milioni di fatturato sono cresciute del 37% e i dipendenti del 24% (…). È il segnale che nessuno sta ‘divorando’ il presente, ma stiamo investendo sul domani.”

I settori chiave verso il 2030

Guardando ai prossimi anni, Gay ha individuato aerospazio, robotica, microchip, energia, medicina, nanomateriali e alimentazione come ambiti cruciali di sviluppo. Torino, ha spiegato, può assumere un ruolo guida in questa trasformazione:

“Essere la città dove uomo e macchina convivono in un prodotto industriale di eccellenza (…). Vogliamo essere centro sperimentale per il volo dei droni e per la medicina del futuro.”

L’assemblea ha così tracciato una rotta chiara: Torino e il suo sistema produttivo vogliono tornare protagonisti, puntando su innovazione, collaborazione e visione di lungo periodo per costruire un futuro industriale sostenibile e competitivo.

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