Torino si prepara ad affrontare allagamenti e cambiamenti climatici: nasce Il ‘Piano di Resilienza Climatica’

28/07/2020

Fronteggiare in modo più efficace ondate di calore, allagamenti e altri effetti dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, adattare la città per ridurre le vulnerabilità del suo territorio e fronteggiare le criticità.

E’ quanto si propone il Piano di resilienza climatica liberato oggi dalla Giunta Comunale, e che dovrà ora passare all’esame della Sala Rossa.

“In questo documento – spiega l’assessore alle Politiche per l’Ambiente Alberto Unia – sono contenute le strategie e le azioni che l’amministrazione comunale dovrà mettere in atto per garantire un’elevata qualità della vita e dei servizi a fronte dei scenari climatici futuri”.

Il cambiamento climatico costituisce una delle maggiori sfide che l’umanità si trova oggi ad affrontare poiché i rischi che ne derivano per il pianeta e per le generazioni future sono enormi e obbligano ad intervenire con urgenza.

La frequenza e la forza degli eventi meteorologici estremi è in aumento e anche Torino negli ultimi anni ne ha subito l’impeto con danni significativi alla città. Arpa Piemonte raccoglie, analizza, elabora e studia i dati anche per metterli a disposizione degli enti che possano creare, come in questo caso, piani di resilienza – spiega il Direttore Generale Angelo Robotto -. Dai dati emerge come a Torino la temperatura massima salga di ben 0,8 gradi ogni 10 anni. Per quanto riguarda le precipitazioni invece non ci sono variazioni significative nella quantità di pioggia caduta mediamente in un anno, ma si osserva una diminuzione del numero di giorni piovosi e un aumento dei fenomeni di maggiore intensità come anche recentemente accaduto.”

Da tempo la Città di Torino mostra un forte impegno nella lotta ai cambiamenti climatici conseguendo importanti risultati nella riduzione delle emissioni di Co2 che le sono valsi il premio europeo “Covenant of Mayors 2020 for Climate and Energy”, come riconoscimento per gli sforzi fatti per il clima, la transizione energetica e, più in generale, per la protezione dell’ambiente.

I cambiamenti climatici progrediscono più velocemente del previsto e la necessità di prepararsi ad eventi meteorologici estremi ha spinto Torino ad aderire nel 2015 all’iniziativa Mayors Adapt impegnandosi a sviluppare una strategia di adattamento locale, al fine di contribuire alla strategia di adattamento dell’Unione Europea.

Per raggiungere l’obiettivo è stato istituito un ‘Gruppo di Lavoro’ composto dai rappresentanti di ben 15 tra Servizi e Uffici dell’Ente: Area Edilizia Privata; Area Edilizia Pubblica; Area Infrastrutture; Area Mobilità; Area Politiche Sociali; Area Protezione Civile; Area Urbanistica e Qualità dell’Ambiente Costruito; Area Verde; Servizio Progetti Europei, Innovazione; Servizio Progetto AXTO – Beni Comuni – Periferie; Ufficio Energy Management.

Il ‘Gruppo di Lavoro’, che ha lavorato a stretto contatto con diversi attori locali, in primis ARPA e Regione Piemonte, ma anche le Università torinesi e la Smat, ha identificato le principali vulnerabilità del territorio e individuato una serie di misure di adattamento a breve e lungo termine definendo una serie di azioni (complessivamente circa 80) finalizzate a ridurre gli impatti causati principalmente dalle ondate di calore e dagli allagamenti, che, rappresentano i principali rischi connessi ai cambiamenti climatici a cui è esposta la città.

Tra le misure previste:

– la realizzazione di soluzioni basate sulla natura (le cosìdette Nature Based Solutions) per mitigare l’effetto isola di calore, nonché per aumentare la permeabilità del suolo e rallentare il deflusso delle acque meteoriche in fognatura attraverso la realizzazione di aree di drenaggio urbano sostenibile;

– la riqualificazione del tessuto urbano attraverso l’utilizzo di materiali innovativi che consentano il raffreddamento delle pavimentazioni urbane;

– la sensibilizzazione dei cittadini sui corretti comportamenti da adottare in occasione di ondate di calore, sull’identificazione delle aree a rischio allagamento, sui sistemi di allerta per il rischio esondazione e sui sistemi di autoprotezione, anche attraverso specifiche campagne informative;

– la formazione, attraverso specifici programmi, i tecnici comunali con l’obiettivo di diffondere la progettazione di soluzioni innovative rese indispensabili dalle nuove condizioni climatiche;

– l’ adeguamento delle norme urbanistiche che riguarda essenzialmente l’adattamento dei principali strumenti pianificatori e regolamentari che governano le trasformazioni sul territorio; in particolare, la revisione del Piano Regolatore Generale e dell’Allegato Energetico-Ambientale al Regolamento Edilizio consentirà di adottare criteri ‘ a rischio clima’ nelle nuove edificazioni e, principalmente, nelle ristrutturazioni edilizie che costituiranno la maggior parte degli interventi sul territorio comunale, già fortemente urbanizzato;

– interventi infrastrutturali che prevedono il recupero delle acque piovane, la de-impermeabilizzazione di aree nell’ambito di nuove realizzazioni o interventi di manutenzione, l’utilizzo di materiali innovativi per mantenere le pavimentazioni più fresche e permeabili, la realizzazione di tetti e pareti verdi, l’utilizzo di materiali di rivestimento “cool” con albedo elevato, l’installazione di sistemi mobili per l’ombreggiamento al fine di ridurre le condizioni di disagio indoor estivo, soluzioni innovative per un trasporto pubblico fresco e confortevole;

– interventi per un trasporto pubblico fresco e confortevole in grado di assicurarne la fruibilità anche nelle giornate più calde;

– l’ incremento delle alberature per contrastare le isole di calore e valorizzazione del verde come “rifugio climatico”.

Per verificare sia il grado di sensibilità delle comunità torinesi ai rischi climatici sia l’eventuale efficacia delle azioni considerate, con il supporto tecnico-scientifico dell’Università di Torino si è svolta inoltre un’analisi sociologica che ha rilevato alcune priorità per l’adattamento con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.

Il Piano contiene poi indicatori di monitoraggio rispetto ciascuna della azioni proposte. L’azione di monitoraggio è prevista con cadenza annuale da ciascuno dei servizi coinvolti, i quali sono chiamati a tenere in considerazione quanto determinato nel Piano nell’adozione delle strategie di settore, nella pianificazione operativa e nella programmazione degli investimenti. Allo stesso modo è necessario che per ogni intervento di trasformazione urbana venga valutata la sua capacità di ridurre i rischi legati alle vulnerabilità climatiche.

“Con l’approvazione di questo piano si apre non solo la fase operativa ma anche di coinvolgimento di diversi attori del territorio che a loro volta potranno dare un importantissimo contributo all’adattamento del tessuto urbano e al miglioramento della qualità della vita. Nelle prossime settimane e mesi si aprirà dunque una fase di consultazione e interlocuzione per allargare il raggio di azione a tutto il territorio”, conclude Unia.

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