
Torino – Situazione idrica sul territorio: nonostante le precipitazioni resta l’emergenza. Lo studio Arpa
Torino – Situazione idrica sul territorio: nonostante le precipitazioni resta l’emergenza. Lo studio Arpa
L’inverno 2021-2022 è stato particolarmente secco, ma anche l’inizio di primavera (fatta eccezione epr questi ultimi giorni) si sta rivelando povero di precipitazioni.
Al momento, nei primi mesi del 2022, sono caduti circa 90 mm medi di pioggia e/o neve contro una norma climatica del periodo che si aggira sui 270 mm: si parla dunque di un deficit importante, circa il 67% in meno rispetto alla media degli ultimi 30 anni.
Secondo l’ultimo studio di Arpa: “La scarsità idrica dal punto di vista meteorologico si riflette naturalmente sull’indice SPI a tutte le scale (sia sul breve che sul lungo periodo) il quale mostra sostanzialmente come i bacini sulle pianure si trovino tutti in condizione di siccità tra severa ed estrema mentre quelli alpini tra moderata e severa, con la situazione più grave nei bacini alpini occidentali e meridionali sulla scala dei 3 mesi e su quelli meridionali sulla scala dei 12 mesi. Soltanto un mese di maggio con precipitazioni medie intense e diffuse, ovvero al di sopra del 90° percentile, potrebbe riportare la regione in condizioni generali di normalità o siccità lieve”.
Questa la situazione dei corsi d’acqua, secondo lo studio dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale: “L’unico evento significativo degli ultimi giorni del mese non è bastato a risollevare una situazione particolarmente critica sui corsi d’acqua sui quali, tra l’altro, proprio ad aprile iniziano ad insistere le derivazioni irrigue. Infatti, le portate dei corsi d’acqua del reticolo idrografico principale e secondario della Regione continuano a presentare ovunque rilevanti scostamenti negativi, rispetto alla media storica di riferimento. Su alcuni bacini meridionali come la Bormida e sudoccidentali quali Pellice, Maira e Varaita si è raggiunto e superato il -90%, ma anche nel settore settentrionale la situazione è decisamente critica, con deficit che raggiungono il -80% sul Sesia. Lungo l’asta del Po aumenta ancora, rispetto ai tre mesi passati, lo scarto tra i valori osservati e quelli di riferimento, con deficit superiori al -80% alla sezione di chiusura del bacino piemontese. La figura seguente riporta un aggiornamento allo stato attuale delle portate in alcune stazioni idrometriche a monte dei punti di prelievo irriguo, nella quali, quindi, si misura un deflusso che rappresenta la disponibilità naturale, e sull’asta principale del Po. In chiusura del bacino piemontese del Po, all’idrometro di Isola Sant’Antonio, la portata media da inizio anno è rimasta al di sotto o prossima al 1° decile storico per i primi due mesi mentre da marzo e per quasi tutto il mese di aprile, è scesa al disotto dei minimi storici. Una ripresa evidente si è avuta a fine mese ma la fase di esaurimento dell’evento è stata molto rapida e attualmente i valori di portata sono nuovamente inferiori ai minimi storici di riferimento”.
L’immagine dal sito di Arpa Piemonte
