Torino – Stellantis, crisi senza fine: sospesa la produzione della 500e: “Si rischia il tracollo del sistema torinese”: cosa sta succedendo

13/09/2024

Torino – Stellantis, sospesa la produzione della 500e per un mese: “Si rischia il tracollo del sistema torinese”

Si aggrava la crisi dell’impianto Stellantis di Mirafiori a Torino a con la decisione di sospendere per un mese la produzione della Fiat 500 elettrica.

Questo stop, che durerà fino all’11 ottobre, è stato causato dalla bassa domanda di auto elettriche in Europa, un problema che sta colpendo diversi produttori, non solo Stellantis. La sospensione colpisce duramente i lavoratori, che erano già in regime di solidarietà fino a dicembre.

Stellantis ha giustificato la chiusura parlando di una carenza di ordini legata al difficile momento del mercato europeo delle auto elettriche. Il sito di Mirafiori ha visto una drastica riduzione della produzione, con solo 18.500 auto prodotte tra gennaio e settembre del 2023, contro le 52.000 dello stesso periodo l’anno precedente, registrando un calo dell’83%.

Si teme che questa situazione possa portare a nuovi periodi di cassa integrazione, e già altri stabilimenti come Pomigliano d’Arco hanno annunciato fermate produttive nonostante l’aumento di ordini per altri modelli, come la Panda. C’è anche il timore che Stellantis possa ripetere l’incentivazione per le uscite volontarie dei lavoratori, come già avvenuto a marzo 2023, quando uscirono 1.560 persone, di cui 300 nel reparto carrozzerie e 733 tra quadri e impiegati.

La crisi si estende anche alla filiera produttiva collegata a Mirafiori.

Aziende dell’indotto, come la Denso di Poirino e la Novares di Riva di Chieri, che forniscono componenti per la 500 elettrica e la Panda, stanno già ricorrendo alla cassa integrazione e potrebbero annunciare ulteriori esuberi. Anche lo stabilimento Magna Olsa di Moncalieri, che produce sistemi di illuminazione, sta rallentando la produzione.

I sindacati stanno spingendo affinché vengano assegnati nuovi modelli a Mirafiori per raggiungere una produzione sostenibile di almeno 200.000 vetture all’anno, necessaria per garantire la sopravvivenza dello stabilimento. L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha promesso la produzione della Fiat 500 ibrida, ma questa partirà solo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Nel frattempo, è probabile che si faccia ricorso agli ammortizzatori sociali, che però scadranno a metà del 2024.

I rappresentanti sindacali esprimono preoccupazione per il futuro del sistema industriale torinese.

“Si rischia il tracollo del sistema industriale torinese, Mirafiori ha la febbre altissima e l’indotto, di conseguenza, sta morendo. Il caso della Lear è la punta dell’iceberg ma tutta la componentistica sta tremando”, ha dichiarato il segretario generale torinese della Fiom, Edi Lazzi. “Informalmente gli industriali si lamentano con noi, sarebbe invece utile che anche loro ci mettano la faccia e si espongano sulla questione. Il livello dello scontro si alzerà inevitabilmente con conseguenze imprevedibili”.

Per Gianni Mannori, responsabile di Mirafiori per la Fiom di Torino: “Siamo a livelli di schizofrenia assoluta. Stellantis chiede ai lavoratori di andare negli stabilimenti polacchi e francesi, ma parallelamente a Mirafiori arrivano addetti da Termoli, Cassino, Melfi e Pomigliano. Poi mandano mail per incentivare l’acquisto di Maserati da 200mila euro a persone che ne guadagnano 1.200 al mese. E intanto la cassa integrazione continua inesorabilmente con un ennesimo stop produttivo di un intero mese. Invece di annunci di nuove produzioni continuano quelli sulla cassa integrazione”.

 

 

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