
Usa-Iran, falliti i negoziati scoppia l’ira di Trump: “Blocco navale immediato di Hormuz”. Cosa sta succedendo
Dopo il mancato accordo nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, la tensione internazionale è tornata a salire rapidamente. Il presidente americano Donald Trump ha reagito con durezza, annunciando misure drastiche contro Teheran. In particolare, ha ordinato alla Marina militare di fermare e controllare tutte le navi che avrebbero pagato un pedaggio all’Iran per attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi per il traffico petrolifero mondiale.
La decisione arriva dopo il fallimento dei negoziati tenuti a Islamabad, dove il vicepresidente JD Vance ha lasciato il tavolo senza risultati concreti, definendo quella proposta come l’ultima concessione americana. Al centro delle trattative c’era soprattutto il programma nucleare iraniano, tema su cui le posizioni restano molto distanti.
Da parte sua, l’Iran ha ridimensionato il fallimento dei colloqui, sostenendo che non ci si aspettava un’intesa immediata e accusando Washington di atteggiamenti contraddittori. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la disponibilità a raggiungere un accordo, ma solo nel rispetto degli interessi nazionali e delle regole internazionali. Ha inoltre criticato la politica statunitense, ritenuta incoerente e uno dei principali ostacoli al dialogo. “Principale ostacolo è stata la politica del doppio standard”, questa l’accusa arrivata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, nel corso di una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. “Durante i negoziati a Islamabad, la continua adesione degli Stati Uniti ai doppi standard e le loro ambizioni di politica di potenza sono stati i maggiori ostacoli”. “Un accordo ha aggiunto – “è certamente realizzabile, ma gli Stati Uniti devono aderire alle regole riconosciute a livello internazionale e al diritto internazionale”, ha affermato.
I toni si sono ulteriormente inaspriti: i Pasdaran hanno minacciato possibili ritorsioni nello Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti valutano anche altre opzioni, comprese azioni contro infrastrutture strategiche. Sullo sfondo, il presidente russo Vladimir Putin si è proposto come mediatore, offrendo il proprio supporto per favorire una soluzione diplomatica.
La situazione resta quindi estremamente delicata, con il rischio di un’escalation militare che potrebbe coinvolgere non solo i due Paesi, ma l’intera regione del Golfo.